E l’impresa italiana corteggia i fondi sovrani

Abu DhabiUn capitolo importante della missione di sistema (ministero dello Sviluppo economico, Confidustria, Abi e Ice), conclusa ieri ad Abu Dhabi, riguarda senza dubbio i fondi sovrani. Banche e imprese italiane puntano, cioè, a stimolare l’interesse dei fondi per progetti di coinvestimento sia in Italia sia negli Emirati Arabi. Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e il presidente della Fiat, John Elkann (nel ruolo che ricopre nell’associazione) hanno posto le prime basi con i fondi Mubadala e Aabar nel «Ferrari world» di Abu Dhabi: «Si possono fare ulteriori passi avanti - ha detto Marcegaglia - per un lavoro più concreto. Abbiamo chiesto su quali settori sarebbero interessati a investire per portare avanti al meglio questo confronto». Dal canto suo, Elkann ha precisato: «Lo scopo di una missione imponente come questa (180 aziende, ndr) è quello di venire qui, valutare situazioni, creare rapporti. Senza chiedere. Bisogna capire, insomma, se ci sono interessi reciproci. In ogni caso vedo tutte le premesse per fare cose importanti in quest’area».
Anche il vicepresidente dell’Abi, Guido Rosa, ha sottolineato l’importanza di «andare a parlare con i fondi sovrani per capire quali sono i loro obiettivi, per metterci intorno a un tavolo e valutare concretamente opportunità per opportunità». Già lunedì a Dubai era stato sottolineato l’impegno per creare maggiore interesse negli investitori della finanza islamica. E ieri Marcegaglia ha ribadito che «i fondi sovrani di questa area sono presenti in Italia, ma molto meno rispetto ai rapporti che hanno con altri Paesi europei. L’opportunità di progetti con i fondi sovrani degli Emirati è rivolta soprattutto alle medie imprese, mentre si punta su altre opportunità e strumenti per le Pmi». Infine Federprogetti e Petroleum Institute di Abu Dhabi hanno siglato un accordo della durata di tre anni per promuovere programmi internazionali di formazione specializzata nel campo dell’ingegneria impiantistica.