E l’incentivo ora arriva a 200mila euro

È un investimento: per alcune imprese il fatturato è salito del 65 per cento

«Oggi chi lavora vuole vivere esperienze uniche, da ricordare e da raccontare. Ormai non si accontenta di pochi euro di aumento in busta paga e nemmeno del telefonino o dell’auto aziendale, vissuti come imposizione che i dipendenti sono costretti ad accettare e che, tra l’altro, dopo pochi mesi diventano obsoleti. Oggi i lavoratori preferiscono avere in cambio dei propri meriti professionali non più gadget tecnologici ma un’emozione costruita su misura, da vivere quando si vuole, da soli o in compagnia della famiglia». Andrea Dusi, amministratore delegato di Elation, società dell’experience gift industry, l’industria del cosiddetto «regalo esperienza», lo scorso anno ha realizzato i sogni di oltre ventimila top manager, impiegati e dirigenti italiani di 260 aziende tra le quali Telecom, Unicredit, Galbani, Eni, Banca Mediolanum, Alitalia, da chi voleva costruirsi un igloo e trascorrervi la notte a chi sognava di registrare il suo cd con un vero tecnico del suono.
«Si tratta di emozioni non certo scelte a caso, ma basandosi sulle ricerche del nostro osservatorio sull’industria della cultura e del tempo libero, che anche attraverso diecimila questionari ai lavoratori ci consente di offrire le proposte di benefit migliori per fidelizzare le risorse umane».
I risultati concreti non mancano: oggi le industrie e le imprese medio grandi disposte a spendere dai 20 ai 200mila euro in incentivi emozionali pro capite (soltanto quelli che costano fino a 250 euro sono detraibili fiscalmente) registrano un aumento della produttività che oscilla tra il 32 ed il 48 per cento e addirittura del 65 per cento del fatturato.
Un tornaconto che incide di molto sui bilanci: «Sono questi numeri che convincono sempre più aziende a soddisfare i sogni segreti, impossibili o a lungo rinviati dei propri dipendenti che così saranno sempre meno disposti a passare alla concorrenza, perché legheranno per sempre l’emozione vissuta al marchio dell’azienda», spiega Dusi. In fondo ha ragione lo scrittore Paulo Coelho quando afferma: «È proprio la possibilità di realizzare un sogno che rende la vita interessante». Non è certo il lavoro.