E l’ispettrice antidoping arriva nella doccia

In California grottesco controllo a sorpresa: il belga Hulsman era nudo

Nervi a fior di pelle, tensione palpabile: il ciclismo non ha pace. Tanti i motivi di malcontento e di tensione in gruppo e fuori dal gruppo: i regolamenti sempre più complessi, l’assillo della reperibilità 24 ore su 24, le lotte tra il governo mondiale della bicicletta e i Grandi organizzatori. Anche le invidie. Un esempio? Cipollini tornato a correre in California: «Si parla solo di lui...», mugugnano in molti.
Al Laigueglia di ieri tantissimi sportivi e appassionati, ma pochi sorrisi. Anche il vincitore, Luca Paolini (ha battuto Pietropolli e Richeze, ndr), è l’immagine di questo clima teso. «Ho vinto, ma questa vittoria è arrivata in un momento infelice – dice il comasco che è da un paio di anni al centro di inchieste doping mai chiarite -. Io so solo che sul mio conto circolano tante cose, ma nessuno mi ha ancora detto di cosa sono accusato. In più è arrivata anche la Rcs Sport, che organizza dalla Sanremo al Giro, che ha deciso di escludere il nostro team (Acqua & Sapone, ndr) da tutte le sue corse. Proprio come il Tour ha fatto con l’Astana dell’ultima maglia gialla Contador: tutti non graditi».
E che il ciclismo stia attraversando un momento di grande confusione, lo si capisce anche da episodi come quello dell’altro ieri al Giro della California. Una ispettrice dell'Agenzia antidoping americana, incaricata di sottoporre ad un controllo a sorpresa il belga Hulsmans della Quick Step, la formazione capitanata dal campione del mondo Paolo Bettini, l’ha seguito fin sotto le docce. «Non è normale che avvengano certe cose! Le abbiamo chiesto di uscire, ma lei si è rifiutata. Cosa pensava, che sarei scappato dalla finestra?» ha commentato Hulsmans al quotidiano belga Het Nieuwsblad.