E dopo l’Opa di Telefonica il settore è a una svolta

Gli analisti: nuove fusioni in vista. I colossi cercano economie di scala

da Milano

L’opa da 26 miliardi di euro lanciata dagli spagnoli di telecomunicazioni Telefonica, guidata da Cesar Alierta, sul maggior operatore mobile britannico O2 (fondato e poi venduto da British Telecom) ha scaldato il settore europeo delle tlc. Secondo gli esperti del mercato è iniziata una nuova fase di consolidamento, in cui la ricerca di economie di scala porterà molti operatori a cercare integrazioni con altri soggetti.
In Italia le prede più interessanti sono le società di medie dimensioni: Wind, Tiscali e Fastweb. Per Tiscali si è più volte parlato di un possibile acquirente straniero. «I grandi gruppi stranieri unendosi a un operatore di nicchia sul mercato italiano potrebbero essere in grado di fare concorrenza a Telecom Italia» ha spiegato un operatore.
Anche a livello europeo gli scenari possibili sembrano riguardare più take over di grandi gruppi su operatori settoriali, come quello di Telefonica sull’operatore di telefonia mobile O2, che grandi aggregazioni tra colossi del settore. Crédit Suisse First Boston ha spiegato in un recente report che la francese Bouygues è uno dei target più interessanti. Resta appetibile anche l'olandese Kpn, che in un primo tempo era sembrata la preda ideale per Telefonica prima che lanciasse l’opa sulla compagnia britannica.
Lo scenario di possibili aggregazioni hanno intanto effetti positivi, portando a valutazioni più alte sui multipli delle società del settore. L'offerta amichevole della compagnia spagnola è stata infatti lanciata a 200 pence per azione, con un premio di circa il 22% rispetto al valore delle azioni di venerdi scorso. Il mercato scommetteva inoltre su un rilancio a 250 pence da parte di Deutsche Telekom, che però ha ufficialmente smentito. La nuova ondata di acquisizioni e fusioni non è soltanto europea. Negli Stati Uniti, dopo la fusione tra Verizon e Mci (la ex Worldcom), è stata infatti la volta dell’acquisizione da parte di Sbc della At&t (ancora in attesa del via libera definitivo). Un'operazione che ha pesato sui conti di Sbc, che ha chiuso il terzo trimestre con un calo degli utili del 40%, e che porterà complessivamente al taglio di 13mila posti di lavoro.
Sul fronte dei conti Telecom Italia si appresta a chiudere i nove mesi con risultati in crescita rispetto al 2004, con qualche debolezza sulla telefonia mobile, che, dicono gli analisti, viene compensata dall'andamento brillante in Brasile. La media di un sondaggio di Reuters con 11 analisti indica utile netto a 2.5 miliardi e ricavi a 21.9 da 20.8 miliardi del 2004. Il gruppo diffonderà i risultati trimestrali martedì prossimo.