E l’oro vola ai livelli di 25 anni fa

da Milano

Il prezzo del petrolio corre e, con un meccanismo ormai collaudato, i timori di inflazione fanno volare l’oro. Il metallo giallo ha toccato ieri i livelli massimi degli ultimi 25 anni, raggiungendo a New York quota 619 dollari l’oncia, il record dal mese di gennaio del 1981 dopo aver chiuso in Europa appena al di sotto dei 610 dollari. In salita anche l’argento, che ha guadagnato l’1,9% a 13,095 dollari: un prezzo in crescita dell’85% rispetto allo scorso anno. «L’oro sta reagendo alla forza del petrolio e ai timori che l’inflazione possa di conseguenza salire», ha spiegato all’agenzia Bloomberg George Ireland, analista della Geologic Resource Partners. Complessivamente, nell’ultimo anno, le quotazioni dell’oro sono aumentate del 42%, a fronte del +40% registrato dal petrolio. Dall’inizio dell’anno a oggi, invece, il balzo del metallo prezioso è stato del 17%. Uno degli elementi che tradizionalmente fanno salire il prezzo del metallo giallo è il desiderio di mettersi al riparo da possibili fiammate inflazionistiche. Ma a pesare nelle ultime settimane è stato anche il pessimo andamento dell’attività estrattiva in Sudafrica, tra i maggiori produttori mondiali. Negli ultimi mesi la quantità di metallo giallo estratta dalle miniere sudafricane è calata del 13%. Una calo a malapena compensato dall’attività di altri produttori come Perù e Indonesia. Tendendo conto di questi fattori c’è chi, come l’ufficio studi della Dresdner Bank di Francoforte, è arrivato a ipotizzare per i prossimi mesi un prezzo di circa 650 dollari.