E l’Ubs apre le porte al fisco Usa

Il cioccolato, gli orologi e il segreto bancario. Uno di questi tre capisaldi dell'economa elvetica ha cominciato a scricchiolare. La prima banca svizzera, l'Ubs, ha infatti fornito nelle settimane scorse alle autorità americane una lista di 70 super conti intestati a cittadini Usa e non dichiarati al fisco. Lo ha rivelato il quotidiano Washington Post.
Per il colosso bancario di Zurigo, specializzato nel wealth management, vale a dire nella gestione di grandi patrimoni, il 2008 è stato un anno orribile. L'esposizione in titoli a rischio ha causato in sei mesi, tra aprile e settembre, svalutazioni e perdite per 9,6 miliardi di franchi (6,4 miliardi di euro) e soprattutto ha fatto perdere all'istituto l'immagine di baluardo della solidità finanziaria. Tanto che la clientela internazionale nel solo terzo trimestre di quest'anno ha ritirato fondi in gestione per quasi 84 miliardi di franchi (56 miliardi di euro).
Il mercato Usa è uno dei più importanti per l'Unione di banche svizzere, che ha uffici in California, Connecticut, Illinois, New York e Florida. Proprio gli stretti rapporti col mercato d'oltreoceano devono aver convinto vertici elvetici a collaborare con il dipartimento della Giustizia.Già quest'estate la banca si era impegnata a riacquistare, in seguito a un accordo raggiunto con i magistrati del Massachusetts e di New York e con la Security and exchange commission (Sec), rischiosissime obbligazioni «auction rate securities» (Ars) vendute ai clienti americani (accordo che ha comportato un esborso di 21 miliardi di franchi svizzeri più una multa di altri 150 milioni).
Non è la prima volta che la Svizzera mette a disposizione delle autorità straniere informazioni sui conti detenuti da non residenti, ma finora erano state accolte solo richieste relative a singoli clienti indagati per specifiche attività illecite.
La novità sta nel fatto che la banca ora ha fornito una lista di nominativi che non erano ancora conosciuti al dipartimento della Giustizia. L'indagine sui conti esteri di cittadini americani era partita nel giugno scorso e l'attenzione si è ben presto concentrata sull'Ubs.
A far puntare i riflettori sulla banca di Zurigo, sono state le dichiarazioni di un ex dipendente, Bradley Birkenfeld, che ha ammesso di aver aiutato un immobiliarista californiano, tale Igor M. Olenicoff, a nascondere al fisco Usa circa 200 milioni di dollari.
I 70 nomi forniti nelle scorse settimane dall'Ubs potrebbero rappresentare solo la punta dell'iceberg. Secondo il rapporto di una commissione investigativa del Senato, infatti, sarebbero circa 19mila i cittadini Usa titolari di conti svizzeri non dichiarati. E c'è da aspettarsi che ne verranno alla luce ancora molti.
Anche perché il severo fisco Usa non va tanto per il sottile quanto a mezzi per raccogliere informazioni: a chi spiffera notizie utili su conti esteri segreti, l'Internal revenue service (l'agenzia delle entrate) si è impegnata a retrocedere fino al 30% delle somme recuperate.