E l’Ucoii fa il tifo per Cofferati

da Bologna

La platea di oltre duemila musulmani radunati ieri al Palanord di Bologna, molte le famiglie con bambini e le donne, a capo coperto, divise dagli uomini, si infiamma quando prende la parola Mohammed Nour Dachan, il presidente dell’Ucoii, l’Unione delle comunità islamiche accusata di essere fondamentalista. È lui l’ospite inatteso dell’ultimo appuntamento della contestata tre giorni organizzata dalla Islamic Relief, l’organizzazione internazionale di beneficenza considerata vicina ai Fratelli musulmani. «I nostri incontri sono aperti, registrate, fotografate - dice rivolto ai giornalisti, tutti dotati di apparecchio per la traduzione simultanea dall’arabo -. Qui non servono telecamere nascoste e topi di fogna che raccontano cose mai dette» se la prende Duchan con un servizio della trasmissione di Michele Santoro sulla moschea di Porta Palazzo, a Torino, e offendendo il vicedirettore del Corriere della Sera, esperto di islam, Magdi Allam, il primo a sollevare dubbi sugli ospiti chiamati dall’Islamic Relief. Poi aggiunge tra il clamore della plaeta: «Vi prometto che faremo sempre più manifestazioni». Ma il più applaudito della giornata è a sorpresa il sindaco Sergio Cofferati: «Volevano che ci impedisse di radunarci - spiega Duchan -, ma non poteva, perché lui è un uomo che ha lottato tutta la vita per i diritti dei lavoratori e la libertà».
Applauso, che si ripete quando uno degli ospiti afferma: «Il sindaco vuole darci una grande moschea». Il relatore più atteso e temuto, Omar Abd al Kafi, telepredicatore egiziano, non si è presentato nemmeno ieri, dopo avere disertato i raduni di Sassuolo e di Milano. «Un problema di visto» spiega il portavoce dell’Islamic Relief, Paolo Gonzaga.