E l’Udc presenta i video-box «Diteci cosa non va in città»

Nei gazebo di via Dante sarà possibile sfogarsi nel «confessionale»

Cosa pensi della tua città? Raccontalo in tivù. «Entra nel nostro gazebo e dillo alla telecamera», l’invito del segretario cittadino dell’Udc Luca Ruffino che ha presentato la nuova iniziativa “Raccontalo in Tv”. E ha annunciato la sua partecipazione, insieme ai dirigenti del partito di Casini, alla manifestazione organizzata per domenica dalla Lega Nord a cui parteciperà anche il sindaco Letizia Moratti.
«Famosi per un giorno - spiega Ruffino la nuova “operazione verità” - per colmare la distanza tra piazza e Palazzo e per dare voce a chi troppo spesso rimane nel silenzio». Già da dicembre due gazebo dell’Udc sono stati collocati in via Dante. All’interno chiunque può raccontare alle telecamere di Telereporter ciò che pensa di Milano. E poi, dal prossimo 20 gennaio, rivedersi in televisione. Per quattro domeniche, infatti, l’emittente milanese manderà in onda i contributi raccolti nei gazebo. «Casa, sicurezza, immigrazione, viabilità, grandi opere, parcheggi sotterranei, prostituzione - il primo inventario - I temi che preoccupano i milanesi sono sempre gli stessi. Grazie a questa campagna vogliamo che ognuno abbia la possibilità di suggerire, denunciare, protestare». Un po’ Grande fratello, un po’ confessionale per poter lasciare un segno. «Esprimere qualsiasi cosa che riguardi Milano e l’organizzazione della nostra civile convivenza». Già molti gli intervistanti. «A sorpresa tantissimi gli extracomunitari - racconta il segretario regionale Luigi Baruffi - In molti si fermano. Regolari, gente che lavora qui da anni e che vive con particolare attenzione il tema della sicurezza». E poi? «E poi - spiega Ruffino - spetterà alla classe politica fare sintesi. Il dibattito sul presente e il futuro della nostra città non può essere monopolizzato dalle missive del governatore Roberto Formigoni e di Adriano Celentano».
Già da tempo l’Udc ha scelto «un modo diverso di far politica». In mezzo alla gente. Chiedendo nei quartieri cosa pensino i cittadini e quali potrebbero essere le soluzioni. Negli scorsi mesi i presidi in viale Abruzzi contro viados e prostituzione. Poi le manifestazioni in via Ponte Seveso, angolo Tonale e il referendum per chiedere cosa ne pensi la gente dell’eventualità di affrontare il problema della criminalità legata alla prostituzione riaprendo le case chiuse.