E l’Udeur fa campagna acquisti dall’Udc

Mastella presenta un consigliere regionale «soffiato» al centrodestra. Follini: «Il nostro partito dichiari chiusa l’esperienza nella Cdl»

nostro inviato a Telese

A pranzo con Marini, avete anche parlato di come rimpolpare la maggioranza al Senato? Clemente Mastella sorride e s'allontana senza rispondere, quasi non avesse sentito. Però, se non ancora un paio di senatori, all'Udc ha sfilato intanto un consigliere regionale con un manipolo di amministratori in Campania, e ieri mattina ha presentato in conferenza stampa il suo nuovo acquisto, Nicola Caputo. Poi ha pranzato appunto col presidente del Senato. E quando Franco Marini è salito alla tribuna per parlare ai giovani del Campanile, ha ribadito che così, a colpi di fiducia e senza una soluzione, a Palazzo Madama non si può andare avanti. Quanto meno, «occorre il dialogo con l'opposizione sui temi di interesse nazionale», Finanziaria ormai all'ordine del giorno, perché «è un tema che riguarda il futuro dei nostri giovani». A sera, quando s'è acceso il dibattito alle terme di Telese, Marco Follini non poteva che dirsi d'accordo. E proprio Follini, in merito alle prospettive politiche nei due poli, ha sentenziato: «Credo che l'Udc debba dichiarare chiusa l'esperienza della Casa delle libertà».
L'enfasi con cui invece il leader dell'Udeur ha presentato pubblicamente il nuovo acquisto, rientra ormai nello scambio di sgarbi e colpi bassi che lo vedono impegnato con Pier Ferdinando Casini. C'era lo stato maggiore del Campanile a presentare l'imprenditore casertano Nicola Caputo, che stava un tempo con Mastella, era poi passato a Democrazia europea (Sergio D'Antoni), è stato eletto nel parlamentino della Campania con l'Udc, e ieri è diventato il settimo consigliere regionale dell'Udeur. «Non è un'acquisizione ma un ritrovarsi», ha detto soddisfatto Mastella. Il quale, quando gli hanno domandato se questo passaggio non inasprirà ancor più i rapporti con Casini invece di rasserenarli, ha risposto: «Oh, non si può fare che si rasserenano i rapporti soltanto quando lo prendo in quel posto io»... E poi giù a sparger sale sulla ferita: «Non intendevo aprire una polemica con Casini, ma evidentemente c'era un nervo scoperto. È evidente che la sintonia tra lui e Berlusconi non è più quella di una volta, però addebitare a me che ho fatto delle rivelazioni, manco fossimo a Fatima anziché a Telese, è una boutade di fine stagione. Se io non avessi parlato, Casini e Berlusconi avrebbero comunque litigato per un'altra questione». Campagna acquisti, o allargamento della maggioranza? Marini in pubblico non sfiora nemmeno questi temi, ma sottolinea che al Senato, «con una maggioranza così esigua, il mestiere di presidente è complicato». Però torna a ripetere e sottolineare: «È sano prima ancora che saggio, dire che ci sono alcuni interessi comuni, sia nella politica internazionale che in quella economica. Maggioranza e opposizione, che pure si confrontano aspramente, è giusto che si ritrovino su alcuni punti di interesse nazionale. Quando parlo di uno sforzo di unità, mi riferisco a questo».