E l’Ue minaccia ritorsioni a Teheran

da Bruxelles

«Se i cittadini britannici non saranno rilasciati nel prossimo futuro l’Unione Europea deciderà su misure appropriate». Lo affermano in una dichiarazione rilasciata ieri sera i ministri degli Esteri dell’Unione Europea che, riuniti a Brema, in Germania, hanno esaminato anche il caso dei quindici tra marine e marinai britannici catturati dagli iraniani il 23 marzo scorso nello Shatt el Arab, nel nord del Golfo Persico. Nella dichiarazione la Ue «deplora gli arresti» compiuti dall’Iran ed esprime «sostegno incondizionato» al governo britannico. «Tutte le prove indicano chiaramente che, al momento del loro fermo, il personale militare britannico era impegnato in una missione di controllo di routine nelle acque dell’Irak in accordo con la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu 1723. La cattura da parte delle forze iraniane costituisce - affermano i ministri eurepei - perciò una chiara violazione della legge internazionale».
«La Ue ripete il suo appello per un rilascio immediato e incondizionato del personale britannico» e ribadisce che «i diritti fondamentali di tutti i prigionieri in Iran devono essere rispettati scrupolosamente». I ministri chiedono poi all’Alto Rappresentante della Ue per la politica estera, lo spagnolo Javier Solana, di presentare questa posizione al governo iraniano.
La cattura dei quindici inglesi «non è una questione bilaterale tra Iran e Gran Bretagna, ma è una questione tra l’Iran e la ue perché riguarda cittadini europei», ha affermato Solana, che ha aggiunto. «L’Iran ha commesso un errore che non avrebbe dovuto commettere e ha adottato un comportamento che non può essere ammesso dalla comunità internazionale». Teheran ha reagito con durezza, invitando la Ue a non intromettersi nel braccio di ferro anglo-iraniano. «I rappresentanti dell’Unione debbono astenersi dall’assumere un atteggiamento di parte a sostegno dell’aggressione britannica alle acque territoriali iraniane», ha intimato il portavoce del ministero degli Esteri Ali Hosseini. E all’Alto rappresentante della politica estera della Ue ha così risposto: «Le parole del signor Solana, e certe prese di posizione europee sulla questione, sono ingiustificate, irrazionali, non documentate e irresponsabili». Il portavoce ha definito quanto detto da Solana «ingerenza nei nostri affari interni». L’Italia è solidale con la Gran Bretagna e chiede che i 15 britannici «vengano rilasciati quanto prima», ha detto il ministro degli Esteri italiano Massimo D’Alema, a margine del vertice di Brema.
Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha espresso «grave preoccupazione» per la vicenda che contrappone Londra e Teheran e auspica una rapida soluzione della crisi. Il governo britannico, si è appreso da fonti diplomatiche, è rimasto deluso: avrebbe preferito una condanna del regime degli ayatollah.