E l’Unione si difende dal governo

da Roma

La maggioranza di centrosinistra contro il governo di centrosinistra. Sta avvenendo sulla legge finanziaria. Ad ufficializzare lo scontro in atto in Parlamento è un vertice dei capigruppo sugli emendamenti.
In modo diretto, e senza tanti giri di parole, i capigruppo dell’Unione a Montecitorio hanno chiesto al governo di «concordare» gli emendamenti alla manovra. Insomma, tentano di evitare i blitz avvenuti in commissione Bilancio, quando - all’ultimo momento - il governo ha presentato 74 nuovi emendamenti. I capigruppo hanno fatto chiaramente capire al governo di essere contrari ad un voto di fiducia sulla Finanziaria (che farebbe decadere tutte le richieste di modifica presentate dai singoli parlamentari). Ed oggi è in programma un nuovo vertice proprio per definire gli emendamenti ammessi alla discussione in aula. Discussione che inizierà domani, come da programma. E non venerdì, come avrebbe voluto l’Unione. Ad opporsi contro un allungamento dei tempi è stata la Casa delle Libertà. Nonostante la battaglia degli emendamenti, Padoa-Schioppa annuncia da Bruxelles: «Sono fiducioso che la manovra non cambierà. Manterrà le sue linee fondamentali».
«Al momento la fiducia non c’è - annuncia Fausto Bertinotti - E se il governo si accingesse a porla dovrebbe motivarla compiutamente». Dipende dall’atteggiamento della Casa delle Libertà, aggiunge Franco Giordano (Rifondazione). L’opposizione dovrebbe limitare al massimo il numero di emendamenti, ed oggi Gianfranco Fini illustrerà quelli di An.
Più complicato, sembra, frenare la corsa degli emendamenti della maggioranza: da qui i continui vertici di maggioranza sull’argomento. Durante quello di ieri, Gennaro Migliore (capogruppo di Prc) ha chiesto spiegazioni al governo sull’emendamento Pallaro, quello che mette a disposizione degli italiani nel mondo 14 milioni. Enrico Letta avrebbe spiegato che non si tratta di risorse aggiuntive, ma solo di una migliore definizione di quelle già esistenti.
Per rispondere alla manifestazione di sabato, il relatore di maggioranza alla Finanziaria, Michele Ventura (Ds) anticipa l’idea del governo di studiare un aumento delle detrazioni Irpef per i lavoratori precari. Con un particolare. I lavoratori precari che hanno manifestato sabato sono già tutti nella no tax area: cioè, già oggi non pagano l’Irpef. In più, la legge finanziaria prevede un consistente aumento dei contributi previdenziali per i lavoratori atipici.
«Non ci sono poi tutte queste tasse nella manovra», si difende Vincenzo Visco. Ed Osvaldo Napoli, vice presidente dell’Anci, osserva che Padoa-Schioppa è «uomo di straordinaria slealtà istituzionale e di grande disonestà intellettuale. Ha venduto per fatto un accordo con gli enti locali mai discusso con nessuno».