E Lampard al Chelsea «In Cina non vengo, mandatemi a Milano»

L’inglese dà il segnale richiesto da Moratti e si rifiuta di partire in tournée con i Blues: «Voglio certezze sul mio futuro»

da Londra

Il conto alla rovescia è cominciato: entro la fine della settimana si conoscerà il destino di Frank Lampard. Domenica prossima il Chelsea si imbarcherà per una tournée in Cina, Malesia e Russia. Dieci giorni di amichevoli per preparare la prossima stagione. Ma dopo una settimana di ritiro silenzioso Lampard ha fatto sapere di non essere più disposto ad attendere. Interrotti, ormai in maniera irreparabile, i negoziati con il Chelsea per il rinnovo del contratto, il centrocampista inglese vuole solo l'Inter. E pur di stringere i tempi del suo trasferimento a Milano, è disposto anche a mettere da parte i soliti modi da ragazzo perbene, la sua immagine da irreprensibile professionista.
Da qui la minaccia, per adesso affidata ai bisbiglii dei beninformati, di boicottare il viaggio in Cina. «Non parto senza certezze sul mio futuro», ha fatto sapere ai suoi amici più stretti. Forte dell’appoggio di Luiz Felipe Scolari, che sorprendentemente si è schierato al fianco del giocatore comprendendone le ragioni (e sperando nell’arrivo di Adriano), l’inglese ha definitivamente rinunciato ad ottenere da Peter Kenyon un nuovo contratto. E chiede con insistenza di essere ceduto.
Ufficialmente la posizione del Chelsea resta immutata. Anche nel corso dell’ultimo weekend il club londinese ha ribadito l’intenzione di tenere Lampard fino alla scadenza del suo contratto (giugno 2009). E quasi per dispetto lo ha scelto come testimonial della campagna abbonamenti che campeggia sulla homepage del sito internet. Le bandiere non si ammainano, il suo significato implicito. La strategia del Chelsea a questo punto è esplicita quanto scontata. Da una parte intende ammansire i tifosi, scaricando interamente sul giocatore le responsabilità dell’eventuale divorzio. Dall’altra costringe l’Inter ad alzare l’offerta. Come successo già due volte nel corso dell’ultima settimana (ultimo rilancio, poco meno di 10 milioni di euro). Una micidiale tenaglia dalla quale però Lampard ora vuole liberarsi. Con l’arrivo di Deco, e il sempre più probabile rinnovo di Michael Ballack, sente che il suo tempo allo Stamford Bridge è definitivamente scaduto. Si è chiusa un’epoca. Lo sa, si è rassegnato. Chiede solo di poter andarsene dalla porta principale, non costretto a fuggire da quella di servizio.