E la Lega fa quadrato attorno al Cavaliere

RomaNessuna crisi di governo all’orizzonte, inesistente il rischio di elezioni anticipate. Ma per le elezioni regionali la Lega non molla: Bossi vuole Veneto e Piemonte. Al vertice della Lega, nella sede del partito in via Bellerio i venti di una presunta crisi dell’alleanza non sembrano soffiare. All’incontro con il leader, Umberto Bossi, arrivano tutti i ministri: Luca Zaia, Politiche agricole; Roberto Maroni, ministro dell’Interno; Roberto Calderoli, Semplificazione. Presenti anche i capogruppo alla Camera e al Senato, Roberto Cota e Federico Bricolo, e il segretario nazionale del partito, Giancarlo Giorgetti.
Sul tavolo all’ordine del giorno del consiglio federale ci sono le comunicazioni di Umberto Bossi: fare il punto sulle candidature alle Regionali, la questione giustizia, gli attriti all’interno della maggioranza. È Maroni, uscendo dal vertice ad assicurare che «nella Lega non ci sono problemi» e soprattutto che al momento tutti le divergenze con gli alleati sono state messe da parte.
Di che cosa si è parlato durante il vertice? Zaia, il più quotato per andare a governare il Veneto al posto di Giancarlo Galan si schermisce. «Non abbiamo discusso delle Regionali», garantisce perché, prosegue «di questo si occupa Bossi insieme a Berlusconi e credo si incontreranno tra breve». Ma Zaia non si tira indietro e ribadisce le richieste del partito agli alleati. «Bossi comunque non ha mai fatto mistero di volere il Veneto e il Piemonte, e credo che confermerà questo nelle trattative», attesta il ministro delle Politiche Agricole.
Zaia poi smentisce ci sia mai stato il rischio di dover ricorrere alle urne. Un rischio che era stato paventato dal presidente del Senato, Renato Schifani. Se manca coesione nella maggioranza, aveva avvertito Schifani, si deve tornare a votare. Lo stesso Schifani però aveva poi spiegato che la sua era stata soltanto un’ipotesi accademica. E ora anche Zaia ribadisce che «non c’è mai stato il pericolo delle elezioni anticipate». «Ci rifiutiamo di parlare di crisi di governo, è un fatto puramente mediatico, siamo abituati a queste discussioni, che fanno parte della democrazia», conclude il ministro.
Calderoli da parte sua si impegna a rispondere alla richiesta dell’Anci per la restituzione ai Comuni del gettito Ici. «Credo che qualche risposta in Finanziaria la troviamo», dice il ministro per la Semplificazione. Calderoli giudica quella dell’associazione dei sindaci «una proposta legittima e motivata: il problema è che i Comuni non hanno soldi e non li ha neanche il governo. È evidente che in un momento di crisi la coperta è corta per tutti. Cerchiamo di non lasciare i piedi al freddo a nessuno».
Sulla questione giustizia infine Matteo Brigandì, capogruppo della Lega in commissione Giustizia, propone di «riformare il Consiglio superiore della magistratura ridando potere al popolo, facendo eleggere il Csm direttamente dai cittadini».