E la Lega si prepara: «Arriverà un’onda d’urto»

Adalberto Signore

da Roma

«È iniziata la campagna elettorale e sappiamo bene che da domani cominceranno i processi sommari sui giornali. Sarà dura, ma dobbiamo prepararci a resistere all’onda d’urto». Non sono passate neanche ventiquattr’ore dall’arresto di Gianpiero Fiorani che a Montecitorio tutti gli occhi sono puntati sulla Lega. Perché è il Carroccio che per tutta l’estate ha difeso con forza l’ex amministratore delegato della Bpi e il suo progetto di una banca del Nord (che si sarebbe dovuto realizzare con l’Opa su Antonveneta), ma anche perché già la scorsa settimana il quotidiano la Repubblica ha accostato il nome di Roberto Calderoli all’affaire Antonveneta. Se a questo si aggiunge che nel 2004 fu proprio la Popolare di Lodi guidata da Fiorani ad acquisire la Credieuronord (la banca della Lega commissariata per perdite di circa otto milioni di euro) non c’è dubbio che la miscela rischia di essere esplosiva. Così, seppure dietro l’anonimato, da sinistra ma anche da destra sono in molti a puntare l’indice contro il Carroccio e sciorinare, uno dopo l’altro, nomi e cognomi di presunti coinvolti nel caso Antonveneta. Al punto che già di prima mattina Andrea Gibelli scende in campo per rimandare al mittente «qualunque processo di tipo giornalistico». «Siamo assolutamente tranquilli - spiega il capogruppo alla Camera - e Calderoli ha fatto anche una denuncia. Non è possibile che tutto quello che viene scritto sui giornali diventi verità». «Eppoi - aggiunge - si sostiene che Fiorani avrebbe ordinato di prelevare 50mila euro destinati a Calderoli ma che la somma in questione non gli fu mai effettivamente consegnata. Se questa è un’accusa seria...». Insomma, «ci sono alcuni giornali che hanno costruito in maniera chirurgica un nesso tra due questioni diverse: il caso Fazio-Fiorani e la necessità storica che si costituisca una banca del Nord». Perché, spiega Gibelli, «l’idea di sensibilizzare la finanza padana risale a tempi lontani e che in seconda battuta sia diventato un progetto di Fiorani è tutt’altro discorso». «Mi pare - aggiunge - che il fatto che la Lega abbia criticato Antonio Fazio sui bond argentini e sul crac Parmalat e lo abbia invece difeso sul progetto della banca del Nord lo confermi».
Il Carroccio, intanto, fa quadrato. E su diretta indicazione di Umberto Bossi - che ai suoi chiede «cautela e prudenza perché siamo sotto tiro» - la consegna è quella del silenzio. Così, rigorosamente a microfoni spenti, più di un parlamentare leghista parla di «assedio contro la Lega» e si dice convinto che il Carroccio «risponde al popolo e non certo ad alcuni giornali». Fuori dal coro - a parte Gibelli che viene formalmente investito di farsi portavoce della querelle e in serata ribadisce la sua posizione anche a Porta a Porta - solo l’ex ministro del Bilancio Giancarlo Pagliarini e l’eurodeputato Francesco Speroni. Il primo ribadisce la sua posizione, da sempre molto critica sia verso l’operazione Credieuronord («un errore») che verso Fazio («si sarebbe dovuto dimettere tempo fa»). Il secondo prende le distanze da Fiorani («ha semplicemente acquistato la banca della Lega a un prezzo di mercato ed è finita») e si schiera con Calderoli («anch’io ero nei verbali di Tanzi e poi è risultato che era tutta una balla»).
Non c’è dubbio, però, che per la Lega «il momento è delicato». Al punto che anche nel vertice di ieri sera a villa San Martino tra Berlusconi, Bossi e lo stato maggiore del Carroccio si è deciso di dosare il più possibile ogni commento sulla vicenda. E non è un caso che anche la Padania in edicola oggi scelga proprio la linea del basso profilo.