E Leo sull’Inter: «Ovvio, io farò il tifo per Carletto»

nostro inviato a Milanello

Questa sera Ancelotti avrà un tifoso in più. «Non farò il tifo contro l’Inter» sottolinea Leonardo, però l’amicizia che lo lega a Carletto va ben oltre. «Ci sentiamo praticamente tutti i giorni, è normale che io sia legato a lui e ai suoi risultati: tiferò per lui» l’annotazione del brasiliano durante la conferenza stampa prima della trasferta di questo pomeriggio a Firenze. E a chi gli fa notare che una sconfitta dell’Inter sarebbe un danno anche per il ranking dell’Italia in Europa, Leo se la cava con una battuta: «Beh, ci sono anche Fiorentina e Milan...». Nessun atto di sfida, nessuna provocazione nei confronti dell’Inter, Leonardo si guarda bene dal finire sul terreno minato delle polemiche anche quando l’argomento diventa la mano pesante del giudice sportivo sulla squadra nerazzurra: «Non voglio entrarci, il commento di chi non è coinvolto è sempre un parere di chi non ha tutte le informazioni del caso per giudicare. Preferisco concentrarmi sul Milan».
E allora, ecco che stasera c’è la Fiorentina, «meglio affrontarla adesso che a dicembre, sia per la situazione strana che si era creata nel pre-partita, a quattro ore dalla sfida ancora non sapevamo se si sarebbe giocato, sia perché adesso stiamo molto bene che è la cosa più importante. Ma attenzione ai viola, si esaltano nelle serate di “gala”, mi aspetto la Fiorentina delle grandi occasioni». Una vittoria rilancerebbe le ambizioni di scudetto rossonero che si troverebbe a sole 4 lunghezze dall’Inter. Magari con un pizzico di amarezza per i 6 punti persi nel derby, segno tangibile che tolte le due stracittadine, il cammino delle due cugine milanesi è, fin qui, pressoché identico. «È normale guardare il percorso fatto dal Milan dall’inizio della stagione e provare rammarico per il risultato di certe partite - ammette Leonardo -. Non mi riferisco solo ai sei punti lasciati nei due derby, ma ci sono anche altre gare che ci hanno portato, comunque, grandi insegnamenti. La situazione attuale della classifica è la conferma del fatto che questo è un ottimo campionato, sia a livello di classifica che di gioco della squadra». Parli di gioco, pensi subito alle critiche di Berlusconi piovute settimana scorsa. «Situazione tranquilla» le parole del brasiliano che blindano la situazione a doppia mandata.
Meglio guardare altrove, magari allo spogliatoio milanista a cui il tecnico rende pieno merito del cammino fin qui esibito. «Se qualcuno ha fatto qualcosa di veramente importante, quest’anno, sono stati i giocatori», l’ammissione di Leonardo che prima di svestire i panni del tecnico umile («un’etichetta che mi ha stancato»), porta come prova delle sue parole un siparietto accaduto negli spogliatoi di Bari-Milan: «Una scelta tattica, non dirò quale, è stata dettata più dai calciatori che da me. La strada da seguire è la loro, non la mia».
Difficile prevedere grossi stravolgimenti in formazione rispetto alla trasferta di Bari: «Non è questa la partita per fare turn-over», sottolinea il brasiliano, meglio il match casalingo di domenica contro l’Atalanta. Jankulovski potrebbe partire da titolare, con uno spostamento a destra di Bonera, «calciatore straordinario: ha giocato quattro partite in ruoli differenti e sono felice del suo rendimento». Bonera, Ambrosini, Borriello, forse anche Antonini, sono tanti i rossoneri in odore di nazionale: «Il compito di Lippi è difficile, ha un gruppo vincente già fatto, all’interno del quale deve inserire le pedine che stanno bene in questo momento».
Ultima annotazione: Kaladze nemmeno convocato. I rapporti tra il georgiano e il Milan sono sempre più logori.