E per «Liberazione» il dandy Wilde diventa un marxista

Prima pagina di Liberazione di ieri, dotta citazione incastonata nella rossa testata: «Nessun gentiluomo ha mai denaro», firmato Oscar Wilde. Mai riferimento fu più imbarazzante, o forse sì. Quando il quotidiano di Rifondazione citò la frase del «nero» Ezra Pound «Se un uomo non difende le sue idee, non vale niente lui o non valgono niente le sue idee». Era il 21 gennaio scorso, e il foglio rosso del Prc ci è ricascato. Già perché messa così l’aforisma del poeta irlandese sembra tratto dal Capitale di Marx. Come se la sola ricchezza fosse di per sé fonte di vergogna, o peggio ancora, di disonestà. Non è la prima volta (e non sarà l’ultima) che a sinistra si attribuiscono poteri e volontà postume solo perché così fa comodo. Wilde era certamente un anticonformista e un devastante fustigatore dei (mal)costumi dell’Inghilterra vittoriana, ma far passare un dandy per un materialista incallito è davvero troppo.