E Londra si prepara all’arrivo dell’euro

Tutti dentro il fortino dell’euro. E chi non c’è si dispera e vorrebbe entrare nel clan della moneta unica. A bussare non ci sarebbero solo monete di secondo piano ma anche una ex regina come la sterlina britannica, ormai quasi alla parità con l’euro, prostrata dalla continua discesa del dollaro. Tanto che lo stesso commissario Ue per agli Affari economici Joaquin Almunia, che proprio in virtù del suo ruolo normalmente mantiene la massima prudenza, se l’è lasciato sfuggire: c’è una «forte possibilità» che la Gran Bretagna entri nella moneta unica, ha detto il commissario europeo durante un pranzo-convegno organizzato a Madrid. Almunia ha moderato la sua affermazione ricordando che quest’ipotesi è più realistica nel lungo che nel medio periodo: ma comunque, se non è ancora giunto il momento per Londra di inoltrare la sua richiesta al palazzo del Berlaymont, evidentemente è il momento giusto per la Commissione Ue per cominciare a parlarne più o meno apertamente. E il responsabile europeo si è spinto oltre, affermando che è ben possibile che anche altri Paesi, come Svezia e Danimarca, entrino nella zona euro in futuro, mentre invece «ci sono zero possibilità che qualsiasi Paese esca dalla moneta unica». A frenare l’entusiasmo del commissario europeo, però, ci ha subito pensato l’ambasciatore britannico in Italia, Edward Chaplin: contro la crisi la Gran Bretagna è «in prima fila per incoraggiare l’efficienza economica» e «la soluzione è a livello internazionale ed europeo», ha spiegato l’ambasciatore. Per Londra invece, l’ingresso nell’eurozona «non è una priorità in questo momento», afferma Chaplin. Sul fronte dei corsi, per un euro ci vogliono oggi 0,90 sterline. Da ottobre il «pound» ha perso il 16%. La svalutazione risulta ancora più consistente (30-35%) se si considera che nel luglio 2007 per acquistare un euro bastavano 0,68 sterline. Il forte calo ha riaperto anche il gioco al ribasso del finanziere Soros che ha detto di aver preso posizioni in vendita sulla moneta britannica negli ultimi mesi, sottolineando che aveva previsto questo repentino deprezzamento della valuta inglese. Negli anni Novanta, Soros aveva effettuato un «gioco» simile, guadagnando miliardi sulla caduta della sterlina. Eppure, in un recente sondaggio della Bbc il 71% degli inglesi resta contrario alla moneta unica.