E il Maestro disse: «Irrazionale, Watson»

La razionalità, anzi l’iper-razionalità in stile Sherlock Holmes, spesso finisce con lo sconfinare nel suo esatto contrario: l’irrazionale. O per lo meno con una delle sue molteplici facce: il mistero, l’inconoscibile, l’occulto. Non a caso, il numero speciale dell’estate di M-Rivista del mistero, il trimestrale pubblicato da Alacrán edizioni e diretto da Andrea Carlo Cappi, apre la serie di storie inedite raccolte sotto il titolo «Investigatori dell’ignoto» con un’avventura di Sherlock Holmes, il campione del radicalismo deduttivo...
Curato da un vero maestro del «fantastico» come Gianfranco de Turris, il numero speciale di M (l’unica rivista in Italia che raccolga la grande tradizione dei pulp magazine e dei mystery magazine americani) è di fatto una particolarissima antologia di racconti italiani, quindici in tutto, che hanno per protagonisti investigatori «psichici» i quali, al di là delle regole fisse della narrativa noir, per professione hanno a che fare con gli aspetti sconosciuti della realtà. «L’ignoto che questi investigatori devono affrontare - spiega De Turris nella sua introduzione - non è obbligatoriamente sovrannaturale: può essere sub-naturale o addirittura scientifico, umano o inumano, o anche alieno. Può sconfinare nel sacro o nel demoniaco, nel fantastico o nell’orrorifico...».
Ecco allora che il giallo scavalca i canoni e il mistero si allarga, finendo per impattare realtà aliene, ucroniche, metafisiche. Dall’antica Roma (come nel caso dell’edile, ossia il magistrato con funzioni di polizia cittadina, che indaga nella Roma del IV secolo nel racconto Il collezionista di sogni di Luigi de Pascalis) alla «fantastoria» (come nel racconto di Mario Farneti Van Horn e l’incredibile caso dell’Omo Salvatico dove il protagonista, in un’Italia alternativa e fascistissima, è un ufficiale dell’Ovra...), dal futuro remoto alla Isaac Asimov fino al passato recente. Come la Torino di fine Ottocento nella quale Anna Maria Bonavoglia ambienta il suo documentatissimo e demoniaco pastiche dal titolo Il caso del collare dei Savoia in cui una figura misteriosa - che suona il violino e si fa di cocaina... - deve vedersela con una maledizione che pende da secoli sulla Casa regnante. Una discesa agli inferi dalla quale nessuno tornerà come prima, nel bene e nel male. A partire dal celebre detective con tanto di pipa e mantellina, condannato a ri-vivere per l’eternità le più inquietanti delle avventure.