E la maggioranza? Forse non c’è più

Sarà un autunno caldo quello che la politica romana dovrà affrontare e a cui sarà necessario prepararsi fin dai primi giorni di settembre. In agenda le priorità sono le emergenze casa e rifiuti, ma anche i poteri per Roma capitale, non ancora riconosciuti dal Governo, nonostante siano passati i 100 giorni entro i quali Romano Prodi aveva promesso di concederli con legge ad hoc. E poi ancora nuovi equilibri da trovare all’interno del centrosinistra, non solo in vista della costruzione del partito Democratico e un’opposizione «durissima» da preparare per gli esponenti del centrodestra. Roma affronta, insomma, l’ennesimo ritorno a settembre con poche certezze e molti dubbi. Fra le cose certe la riapertura il 14 settembre del consiglio comunale, che dovrà riprendere i lavori lasciati in sospeso per la pausa estiva. Un consiglio comunale che, secondo Adriana Spera, capogruppo del Prc, «dovrebbe assumere uno status speciale, riconosciuto dal Governo, con la possibilità di legiferare su un numero di materie più ampie». Ma per la Spera la priorità oggi è «fare la maggioranza». Tradotto significa che è necessario trovare quell’unione che al momento manca. «In questi ultimi giorni d’agosto - spiega - alcuni politici del centrosinistra romano danno per scontate decisioni che di scontato non hanno nulla, visto che non se ne è ancora parlato in Aula». Il riferimento è alla costruzione a Ostia di nuovi parcheggi e alberghi, annunciata sabato su un quotidiano. «Prima di dare ai giornali certe notizie se ne deve discutere fra i consiglieri, serve un accordo - continua la Spera -. Il dialogo è fondamentale, così come la partecipazione dei cittadini, prevista per legge. Il nostro impegno da settembre sarà quello di riaprire il confronto, ascoltando anche la popolazione, su temi come le emergenze casa e rifiuti, il precariato che continua a dilaniare l’amministrazione e il problema degli asili nido che a Roma sempre più spesso sono privatizzati, in contrasto con il programma dell’Unione che prevede la loro entrata a pieno titolo nel sistema educativo pubblico». Ma se poi l’accordo con gli altri esponenti della maggioranza non si trova? «In democrazia ci si conta - puntualizza Amedeo Piva, vicecapogruppo dell’Ulivo -. Su tutti quegli argomenti si deve aprire un dibattito serio, cercare il massimo accordo possibile. Se mancherà, si andrà avanti con la forza dei numeri». Che non è così scontato ci siano. La Spera, infatti, aggiunge che «le maggioranze possono cambiare». Suona come una minaccia e forse non si tratta solo di un suono. I contrasti all’interno del centrosinistra riguardano temi come la costruzione del gassificatore a Malagrotta. Per Piva «è necessario prevenire l’emergenza rifiuti, per evitare situazioni allarmanti come quelle verificatesi in altre città». «Non si tratta tanto di essere pro o contro la costruzione del gassificatore - aggiunge - quanto quello di trovare una risposta a questo problema il più in fretta possibile». Rifondazione è da sempre, invece, contraria ai termovalorizzatori, ma anche ai gassificatori, «che sottendono la stessa idea, quella di bruciare i rifiuti, senza sapere di preciso quali sono i rischi per la salute dei cittadini». Su questo argomento anche l’opposizione ha da dire la sua. Per Marco Marsilio, capogruppo di An, «l’importante è sciogliere il nodo del ciclo dei rifiuti. Per questo abbiamo intenzione di promuovere delle assemblee sul territorio fra Malagrotta e Ponte Galeria, per ascoltare i cittadini e le diverse associazioni e vedere se è possibile trovare un luogo diverso dove costruire il gassificatore». Ma il centrodestra vuole provare a risolvere pure l’emergenza casa. «Dobbiamo sollecitare lo stato di avanzamento dei piani di zona e intraprendere una battaglia a favore del ceto medio, che si trova ad affrontare sempre più difficoltà nell’acquisto di un’abitazione». Sulla stessa materia Michele Baldi, capogruppo di Fi e Davide Bordoni, consigliere dello stesso partito, definiscono un palliativo il bonus casa concesso dal Comune, ma sottolineano anche altri temi che intendono affrontare: «Ora che Prodi ha riconosciuto al sindaco la possibilità di legiferare in materia di Mobilità, vediamo che utilizzo ne farà l’amministrazione capitolina». Ma quei poteri non bastano. «È nostro interesse - continua Marsilio - che la città abbia le risorse necessarie per venire a capo dei diversi problemi. Il governo ha fatto delle promesse per Roma Capitale, il momento per mantenerle è già scaduto». Baldi e Bordoni aggiungono che «servono più controlli sulle aziende municipalizzate e che si dovrebbe attuare pienamente il decentramento amministrativo. Anche per questo faremo sentire la nostra voce in aula Giulio Cesare».