E Marrazzo fa i conti senza l’oste

Anche i Ds ammettono: «Il piano di riassetto non c’entra nulla»

Sul futuro del San Giacomo la Regione fa i conti senza l’oste e, per fronteggiare le numerose proteste dei residenti organizza un inutile incontro con i responsabili del municipio, ipotizzando l’improbabile trasformazione dell’ospedale in un centro sanitario e ignorando completamente le competenze del Comune in materia. Ieri mattina, nella sede della Regione Lazio, il presidente Piero Marrazzo e il vicepresidente Esterino Montino, assieme al direttore della Asl Rm A Carlo Saponetti e ai dirigenti della struttura commissariale della sanità, hanno incontrato il presidente del I municipio Orlando Corsetti per discutere del futuro della assistenza sanitaria nel centro storico di Roma, in vista della chiusura dell’ospedale S. Giacomo prevista, e confermata per il prossimo 31 ottobre. Il presidente della regione Marrazzo ha dichiarato accoglibili le richieste avanzate dal presidente del I municipio, che mercoledì ha incontrato le associazioni dei residenti di cui si è fatto portavoce. «In questo senso - si legge in una nota della Pisana - i vertici regionali e del I municipio hanno concordato sulla decisione di formulare un piano operativo concreto, volto a realizzare in contemporanea con la chiusura dell’ospedale un moderno centro sanitario, in grado di assicurare una risposta efficace alle richieste della popolazione residente. Entro pochi giorni la struttura commissariale della Regione e il direttore generale della Asl RmA Carlo Saponetti, presenteranno un piano che risponda pienamente alle esigenze poste e alle richieste formulate dai cittadini».
In merito alla futura destinazione del complesso edilizio del S. Giacomo, il presidente Marrazzo ha chiarito ai responsabili del municipio che la questione, come prevede d’altra parte la legge, è di esclusiva competenza delle istituzioni locali, cioè Comune di Roma e I Municipio. Peccato che il «chiarimento» Marrazzo l’abbia dato solo al presidente del municipio, «dimenticando» di confrontarsi o di incontrarsi con qualcuno che rappresentasse il Campidoglio. Quest’ultimo ente locale, infatti, come competenza circa il futuro del San Camillo, viene senz’altro prima del municipio... Ma evidentemente la sensibilità istituzionale dei vertici della Regione è improntata soprattutto alla logica dell’appartenenza. Lo stesso principio ha influenzato gli interventi dei consiglieri comunali del Pd in commissione Salute. Lo ha fatto rilevare il consigliere comunale Federico Rocca. A proposito del San Giacomo, del Forlanini e del Nuovo Regina Margherita, gli esponenti del Pd capitolino hanno candidamente ammesso che la chiusura delle tre strutture sanitarie è necessaria “solo per far cassa”, quindi il piano di riassetto della sanità, la razionalizzazione delle spese e quant’altro non c’entrano nulla, il commissario regionale per la Sanità Piero Marrazzo ha preso la via più breve».