E Marrazzo fa marcia indietro per la protesta contro il ticket

«Tenteremo di trovare un’alternativa valida alla reintroduzione della tassa»

La sanità regionale ormai subisce attacchi continui e la perseveranza dei suoi denigratori a questo punto legittima il sospetto che il male di cui soffre sia grave almeno quanto era parso agli inizi. Ieri per farsi un’idea dell’agitazione che negli ultimi mesi attanaglia camici e ospedali bastava fare la conta dei manifestanti convogliati davanti alla sede della Pisana dai sindacati confederali: 6mila persone sono tante e risulta inoltre difficile pensare che si possano mettere d’accordo tutte queste teste senza che la causa perorata abbia fondamenta più che solide. Il problema, come da copione (se non altro di questi tempi), ruota intorno al piano di rientro dal deficit: «Arriveremo a un’intesa - hanno fatto sapere Cgil, Cisl e Uil che su questo tema faticano a trovare un accordo con l’amministrazione regionale - solamente se s’intraprenderà un percorso capace di coniugare il risanamento del debito con un progetto di sviluppo e di miglioramento del sistema sanitario». In sostanza i 131 milioni di «buco» non giustificano ai loro occhi rinunce che rischiano di compromettere l’efficienza dell’ingranaggio né tanto meno l’imposizione di sacrifici eccessivi agli utenti. Una linea politica ribadita nel documento consegnato al presidente Piero Marrazzo dai segretari regionali delle sigle confederali al termine del sit-in. Diverse le proposte contenute nel testo, dall’eliminazione del blocco sulle assunzioni alla reinternalizzazione dei servizi. Nel corso dell’incontro con Marrazzo i rappresentanti sindacali hanno anche chiesto l’apertura di un confronto sulla scricchiolante sorte dell’Umberto I e hanno nuovamente espresso la loro contrarietà alla reintroduzione del ticket. Netta a questo riguardo la posizione del segretario regionale della Cgil Walter Schiavella: «Il ticket in questo caso costringerebbe migliaia di cittadini a farsi carico di un disastro di cui sono le vittime e non i responsabili». Come a dire, oltre al danno la beffa. «La decisione di reinserire il ticket va rivista - non ha dubbi Francesco Simeoni della Cisl - tenendo presente che esistono fasce di reddito che non sono in grado di fronteggiare un ulteriore alleggerimento della busta paga». E il segretario Uil Luigi Scardaone ha suggerito di far pagare la tassa solamente ai più abbienti.
Di fronte alle richieste dei sindacalisti il presidente della Regione ha sfoggiato il suo sorriso migliore: «Ho accolto favorevolmente le loro proposte». Annunciata l’apertura di tre tavoli permanenti di cui uno sulla questione riguardante i ticket, l’altro sul personale sanitario e il terzo sul riordino dei servizi per l’interazione socio-sanitaria. «Domani stabiliremo le date e la composizione dei tavoli - ha proseguito Marrazzo - dopodiché tenteremo in ogni modo d’individuare un’alternativa ai ticket». L’idillio a cui si è giunti nel pomeriggio non deve però trarre in inganno. Né far passare in secondo piano le tensioni che hanno tratteggiato la mattinata, a giudicare dalle quali si direbbe che il vaso è colmo e a ogni goccia rischia di traboccare.