E Marta fa già la «padrona di casa» a Tursi

Come ogni «primadonna» che si rispetti, anche Marta Vincenzi ieri ha dato prova della sua efficienza in termini di «depistaggio». Complice, chiaramente, la complessa macchina dei risultati delle amministrative. Ore 17.30: l'arrivo della Vincenzi è previsto a Palazzo Ducale esattamente nei salottini di Mentelocale. Piove, quasi diluvia, ma di lei non c'è traccia. Falso allarme, quindi.
«È ancora in casa, ad aspettare che inizi lo spoglio delle schede per il Comune. Non appena avrà dati più attendibili e meno incerti, sarà tra noi». Risposta secca e concreta del suo portavoce, Stefano Francesca. Dunque niente Mentelocale, si passa a Palazzo Tursi. Un esercito di giornalisti, televisioni e tanti curiosi sono lì ad aspettare. Non manca chi, sfidando pioggia e vento, ha atteso pazientemente il suo arrivo davanti all'ingresso del Municipio. Ma alle 19.21 (con evidente ritardo sulla tabella di marcia), eccola arrivare in tutta la sua eleganza. Ha un volto sereno e sensibilmente emozionato. Incontra i fotografi, i giornalisti, affronta le telecamere con estrema disinvoltura, insomma si comporta da «padrona di casa». Impeccabile nel suo abito grigio, foulard in tinta e scarpe rigorosamente comode, si muove con determinazione e con una certa dose di sicurezza, anche se non manca in molte occasioni di ribadire che non è ancora finita: «Aspettiamo che i dati siano ufficiali». Insomma, la sua «nuova stagione è appena iniziata», a partire dal nuovo taglio di capelli: corto, sbarazzino e molto curato. Tutto perfettamente in linea e studiato per l'occasione.
Gioca in casa sicura, sa di non aver fallito nel suo intento, ma riconosce anche pubblicamente la disaffezione degli elettori che proprio nelle zone più sensibili alla sinistra hanno deciso di non votare. «L'alta percentuale dei non votanti, è un segnale forte dell'elettorato, che resta, secondo me, nelle intenzioni ancorato al centro sinistra. Ma è proprio al centro sinistra che chiede un vero scarto. Ed è proprio dall'estremo ponente cittadino che si deve ricominciare, perché è lì che si sono registrate le maggiori difficoltà. Basta parlare di politica. C'è bisogno di iniziare a far politica sul campo, a prestare maggiore attenzione alla cittadinanza, alla cura delle persone ai servizi. Insomma, questo significa concretezza».
L'incontro a Palazzo Tursi è stato dunque una sorta di ufficializzazione dell'obiettivo raggiunto, dopo mesi di campagna elettorale. Tra cene, aperitivi e inaugurazioni il neo sindaco ha spiegato - complice forse anche la tensione del momento - di aver messo su qualche chilo di troppo.
Ma a ben guardarla non si direbbe. Fasciata nel suo «giacca e pantaloni grigi», dimostra di aver la grinta di un'adolescente al suo primo incarico, forte dei suoi tanti anni di latitanza nelle politiche provinciali, regionali, nazionali e parlamentari. A fine serata, dopo aver concesso spazio a televisioni e rappresentanti della stampa locale, si è dedicata ai curiosi ed è «volata» su per piazza De Ferrari per incontrare gli amici dell'Ulivo, radunati per l'occasione a Palazzo Ducale - spazio Mentelocale - dove dal primo pomeriggio avevano raccolto e analizzato dati. L'incontro è stato l'occasione per festeggiare il risultato raggiunto dalla candidata.