E Mautone diceva: "Il ministro è un mezzo pazzo"

Napoli C’eravamo tanto parlati. I verbali e le intercettazioni della Dia che pubblichiamo disegnano un quadro «inquietante» delle relazioni tra il figlio di Antonio Di Pietro, Cristiano, e l’ex provveditore alle Opere pubbliche di Campania e Molise Mario Mautone. Che finisce in Magnanapoli per l’appalto napoletano Global service sulle strade, ma il fascicolo a lui dedicato dalla Dia analizza un vasto network di relazioni: imprenditori, funzionari, forze dell’ordine. E politici. Con un occhio di riguardo per Cristiano, consigliere provinciale dell’Idv a Campobasso e figlio del titolare delle Infrastrutture. Il ministro non sembra diffidare del provveditore, visto che in primavera lo nomina in una commissione sugli appalti autostradali. Cristiano lo contatta spesso, chiede e ottiene favori. Anche il segretario del ministro, Nello Di Nardo, intercede per il «delfino» presso Mautone. Tutto cambia a fine luglio 2007. Di Pietro trasferisce Mautone, Cristiano interrompe una telefonata con lui e non gli parla più. L’ex pm chiede ai collaboratori di lasciar fuori il figlio perché «troppo esposto». Per gli inquirenti c’è fuga di notizie. Di Pietro ora dice di aver trasferito Mautone appena avuto sentore che era sotto indagine. Ma nessuno poteva saperlo, a parte la procura. E comunque Cristiano, mesi dopo il «provvedimento punitivo» del padre-ministro, torna a contattare Mautone: a dicembre del 2007 e a gennaio.
Le intercettazioni e i verbali della Dia
Rapporti tra Mautone Mario e Cristiano Di Pietro, figlio del ministro Antonio Di Pietro; tentativi (non riusciti) di ricattarlo in relazione al suo trasferimento. Nel corso dell’attività investigativa sono emersi rapporti degni di approfondimento investigativo tra il provveditore Mautone Mario e il figlio del ministro delle Infrastrutture Di Pietro Cristiano, consigliere provinciale a Campobasso per l’Italia dei Valori. I contatti tra i due che tendenzialmente potrebbero rientrare nell’ambito dei ruoli istituzionali ricoperti, hanno assunto nel corso delle indagini un contenuto alquanto ambiguo. In particolare sono state acquisite una serie di intercettazioni nel corso delle quali Cristiano Di Pietro chiede al Provveditore Mautone alcuni interventi «di cortesia» quali:
affidare incarichi a persone da lui segnalate anche al di fuori degli ambiti di competenza istituzionale (Bologna);
affidare incarichi ad architetti da lui indicati e sollecitati anche da Nello di Nardo;
interessi di Cristiano Di Pietro in alcuni appalti e su alcuni territori.
Naturalmente le richieste di Cristiano Di Pietro vengono immediatamente esaudite dal provveditore Mautone che ne comunica a Cristiano l’esito riservandosi di consegnare lui materialmente il decreto di nomina («...omissis ...c’ho dato l’incarico! Poi non l’ho dato ancora a lei! Lo passerò sempre a te e poi ce lo farai avere tu!... omissis...) proprio a conferma che Mautone vuole mandare il messaggio collaborativo al Cristiano (metodologia questa già usata dal Mautone in altre occasioni. Al riguardo si richiama l’incarico affidato a persona segnalata dal presidente della Corte dei conti Sancetta).
Il telefono diventa muto e Cristiano non risponde più
Un episodio inquietante emerso nei rapporti tra Mautone e Cristiano Di Pietro (...) è senza dubbio quello relativo «all’improvviso silenzio telefonico di Cristiano Di Pietro» il quale improvvisamente si rifiuterà di parlare con Mautone al telefono, tanto che lo stesso confiderà a Mauro Caiazza: «Cristiano ha paura di parlare al telefono».
29 luglio 2007 (ut. cell. Mautone): Mautone Mario conversa con Cristiano Di Pietro e mentre gli comunica che è stato trasferito si interrompe bruscamente la conversazione e qualsiasi altro tentativo di contatto da parte di Mautone risulta inutile perché Cristiano non risponderà più alle telefonate di Mautone.
31 luglio 2007 (ut. cell. Mautone): Mautone Mario dice che ci ha parlato con Cristiano ma quest’ultimo «ha paura di parlare al telefono» e si chiede cosa mai stia succedendo.
5 settembre 2007 (ut. cell. Mautone): Mario Mautone con Alessio Venuta (suo collaboratore al Provveditorato di Napoli). Alessio Venuta rappresenta a Mautone di aver appreso che Caruso e Lucrezi della segreteria regionale del ministro che Di Pietro avrebbe detto che il figlio Cristiano sta sbagliando e che sia troppo esposto. Alessio Venuta aggiunge che è per questo motivo che Cristiano Di Pietro non si vede più e non riceve più gente. Mautone critica l’operato del ministro che definisce «un mezzo pazzo».
23 settembre 2007 (ut. cell. Mautone): conversazione tra Alessio Venuta (già collaboratore di Mautone al Provveditorato di Napoli) e Mautone al quale rappresenta che Cristiano Di Pietro «continua a insistere per quel fatto della sicurezza» per quella specie di gara informale da 70mila e 30mila che sta là, ma che nessuno ha toccato niente. Alessio Venuta chiede consigli a Mautone in quanto c’è stata una riunione politica nel corso della quale il padre (Antonio Di Pietro) avrebbe espresso «un veto totale su Cristiano» il quale di queste cose (assegnazione appalti) non si deve proprio interessare.
La fuga di notizie sull’indagine e Di Pietro trasferisce Mautone
Quanto sopra lascia intendere che non si può escludere che intorno al 29 luglio 2007 possa esserci stata qualche fuga di notizie a seguito della quale si succedono in maniera convulsiva i seguenti avvenimenti:
il provveditore Mautone Mario viene trasferito (ne riceve comunicazione);
Cristiano Di Pietro non parlerà mai più al telefono con Mautone dopo che nel corso dell’ultima conversazione, la linea viene introdotta bruscamente;
il ministro Di Pietro chiede di parlare di persona con il senatore Formisano Nello;
il ministro Di Pietro fa una riunione politica dove chiede ai suoi collaboratori di tenere fuori il figlio poiché «ritenuto troppo esposto».
La conferma dell’ipotesi di una fuga di notizie dell’indagine in corso a carico di Mautone è stata acquisita dall’intercettazione ambientale all’interno degli uffici di Mautone registrata in data 30 luglio 2007 (esattamente nello stesso periodo esaminato) laddove nel corso di una conversazione tra il provveditore Mautone e Nello Formisano, quest’ultimo fa riferimento alla prudenza da usare al telefono e parlano di un telefono che qualcuno «tiene sotto» (non è chiaro se quello di Formisano o quello di Di Pietro).
Prima i favori poi il ricatto al figlio di Di Pietro
Un altro aspetto inquietante emerso e degno di menzione specifica è quello relativo al tentativo non riuscito di ricattare Cristiano Di Pietro per i «presunti favori ricevuti» e farlo intervenire con il padre (ministro Di Pietro) al fine di farlo recedere dal trasferimento del Mautone da provveditore alle Opere pubbliche di Napoli. Infatti Mario Mautone, una volta ricevuta la notizia del suo trasferimento, esterna tutta la sua amarezza per l’inaspettato provvedimento ad amici più intimi (Mauro Caiazza, Formisano Aniello, la moglie Giovanna) e tutti sono concordi nella linea da adottare: «ricattare il figlio del ministro». Tentativo che risulterà vano poiché nonostante gli interventi di alte cariche istituzionali scese in campo prima per verificare la possibilità di dare un «interim» a Mautone e poi per sostituirlo con persone da loro indicate per «dare continuità», Mautone sarà ugualmente trasferito.
Telefonata nr 10138: la moglie di Mautone invita il marito a ricordare come lui si è messo a disposizione con «quel cretino» di Di Pietro con il figlio (cfr. pregresse conversazioni con il figlio Cristiano) e si chiede come mai questo non sia servito a niente.
Telefonata nr 10148: la moglie di Mautone rappresenta tra l’altro al marito: «Tu non ti devi muovere da Napoli. Il potere che tieni qua non lo puoi tenere a Roma!». La donna invita il marito a buttarla sul ricatto del figlio che è l’unico sistema!».
Mautone: mi girano le cervella, mi hanno destinato a Milano a me...
moglie: e tu hai detto che non ti facevano...
M: e stanno facendo i cambiamenti... ora mi hanno chiamato stamattina e ora sto aspettando a Formisano che mi richiama.
m: ma scusa, tu non parli direttamente con Di Pietro?
M: perciò domattina gli voglio parlare e... li capisci tu a questi?
m: ma scusa tu «ti sei messo così a disposizione con questo cretino, con il figlio (di Di Pietro?) allora non serve a niente? Ma Formisano è sufficiente? Non è meglio direttamente con lui (Di Pietro?).
M: con lui, ma voglio che venga anche lui (Formisano).
Di Pietro jr chiede un posto per la moglie dell’ingegnere
Cristiano Di Pietro: io ti faccio sapere subito i dati di questo ragazzo se è qualcosa...
Mautone: poi ti volevo dire che... a quella signora la moglie di quell’ingegnere.
CDP: si! (incomprensibile... pronuncia un nome breve con la I)
M: c’ho dato l’incarico! Poi non l’ho dato ancora a lei! Lo passerò sempre a te e poi ce lo farai avere tu!
CDP: grazie Mario, tu quando è che vieni....
E un anche qualche favore per gli amici architetti
20/06/2007 in entrata dall’utenza xxx in uso al ministero delle Infrastrutture.
Nello Di Nardo: stanno qua da me due amico di Cristiano (Di Pietro) i due architetti Morrone e... che tu hai già conosciuti e non li far «prendere collera».
Mautone: perché si stanno lamentando?
NDN: no, anzi!
M: e allora? Non li faccio prendere collera.
Cristiano Di Pietro chiede di incontrare di persona Mautone Mario perché l’Ops (parola poco chiara) sta facendo il decreto per un’altra cosa di Monte Nizzo (parola poco chiara) per un caffè letterario di 50.000 euro di cui Mautone sarà l’ente appaltatore e bisognerà vedere anche un’altra cosa
E informazioni sugli appalti magari quelli delle caserme
Conversazione tra Cristiano Di Pietro e Mario Mautone. Cristiano chiede informazioni sulle forniture per le caserme. In particolare Cristiano si informa sull’impresa che fa l’impianto elettrico alla caserma di Termoli e dove si va a rifornire del materiale elettrico. Prima di salutarsi Mautone (che dovrà fornirgli le informazioni richieste) rappresenta che è arrivata la domanda di quel signore che ha fatto il ribasso al 7% e lui ha ritenuto di alzarlo al 10%.
Cristiano Di Pietro: ottimo... ottimo, al 10 va bene, ci penso io. (verosimilmente si tratta di una gara d’appalto)
CDP: io ti volevo parlare un attimino di un paio di questioni qua delle caserme per quanto riguarda le forniture e così via per capire un attimo come funziona, capito?
Mautone: va bene, mahh.
CDP: ma in particolare quale caserma?
M: pure su quella di Termoli, volevo sapere un attimino... Chi è che fa l’impianto elettrico e dove si va a rifornire del materiale, questo volevo capire un attimino.
M: va bene... va bene.
CDP: perfetto.
Mautone: se mi trasferiscono qui a Napoli salta tutto
Conversazione tra Mauro Caiazza e Mautone che lo informa di aver contattato Formisano Nello a proposito del suo trasferimento
Caiazza: quello che è importante, è fondamentale, è il figlio (di Di Pietro) perché quando un figlio parla con il padre e dice: papà, tu mi devi mettere a questo qua... là... voglio vedere il padre cosa gli dice.
Mautone: ma tu non hai capito! Io tengo tutto sistemato in un certo modo e se io non resto a Napoli salta tutto! E si frega prima lui con tutti gli impegni che avevo preso!
Caiazza: è logico... Ma vedi che questi ancora devono decidere... Stanno facendo un giro di poltrone.
E a un certo punto spuntano anche i nomi di Prodi e Rutelli
Conversazione tra Mario Mautone e Mauro Caiazza in riferimento al trasferimento di Mautone.
Caiazza: tieni conto che a Rinaldi (Di Pietro) lo ha chiamato e gli ha detto: «O te ne vai (...) O ti mando alla Procura della Repubblica. Hai capito chi è questo Di Pietro?(...)
Mautone: ma chi ce l’aveva proposta l’edilizia?
Caiazza: ce l’avevano proposto perché Balducci conosce Rutelli, Prodi e ha fatto raccomandare a Rinaldi e dice mo lo schiaffo all’edilizia così c’ha tutti i provvedimenti sotto. Invece poi Di Pietro non ha ceduto. No! No! Questo deve rimanere là! E l’ha lasciato là! E l’edilizia te l’ha data a te. Ma te l’ha data perché sa che il figlio è intervenuto, ci sono una serie di persone.. Che t’hanno raccomandato, lui t’ha tolto da Napoli ma non ti ha messo a Canicattì.
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