E la McLaren finisce vicino alle latrine

nostro inviato a Spa

L’Inghilterra che ama i motori si sta ancora stropicciando gli occhi, incredula per il comportamento della sua nazionale motoristica, la McLaren; è stupita per le bugie di Ron Dennis; è scandalizzata per quel che potrebbe accadere ogni quindici giorni in mondovisione.
Sembra una barzelletta. Esiste infatti una gerarchia precisa nella disposizione di camion e box ed hospitality lungo i paddock. Le posizioni nobili, più spaziose e visibili per la delizia degli sponsor milionari, spettano a chi ha vinto la classifica costruttori, al secondo, al terzo e via così a scendere in questa scala pseudosociale. Per cui, quest’anno, ecco la Renault campione del mondo, poi la Ferrari, poi la McLaren. L’anno prossimo, però, il team di Dennis per gli zero punti dell’attuale mondiale, dove innalzerà i propri palazzi itineranti? Ieri, un commentatore inglese faceva notare che - passi per Cina o Malesia, dove i paddock sono immensi e, come dire, democratici anche per chi occupa i piani bassi delle gerarchie - «ma in Brasile la McLaren si troverà in una specie di cul-de-sac in fondo al paddock e attaccata alle latrine... come se una famiglia abituata a vivere in una tenuta vittoriana traslocasse in un quartiere malfamato».
In effetti, l’anno prossimo la McLaren dovrà piazzare il proprio palazzo (il più grande del paddock) dove c’è meno spazio. Non a caso, ieri girava voce che sarebbe pronta a chiedere alla Renault di aiutarla in cambio della totale chiusura del contenzioso con Briatore. L’intercessione richiesta riguarderebbe il desiderio di evitare l’ultimo posto del paddock, in «zona cessi».
Dunque, il team inglese è atteso a vita un po’ meno patinata per il prossimo anno. Tanto più che tra le varie multe prese dalla Fia a Parigi c’è quella della cancellazione di tutti gli aiuti economici durante i viaggi e nei Gp. Per esempio: annullati i 20 biglietti d’aereo gratis concessi ad ogni gp; per esempio, azzerate le 15 tonnellate di materiale trasportato gratis (26 dollari al chilo per 15.000 uguale 390mila dollari a trasferta). In pratica, circa 5 milioni a stagione. E una drastica riduzione del numero di pass concessi per vip e sponsor. E poi tutti a mangiare vicino alle toilette.