E Mediaset «smaschera» Garrone

da Milano

A forza di spedire diffide e confezionare denunce su misura, c’è il rischio, come nel calcio, di incorrere in qualche autogol. Clamoroso è quello firmato dalla Sampdoria di Riccardo Garrone, entrata a pieno titolo nel cartello degli oppositori di Juve, Inter e Milan, e protagonista di una minaccia di serrata («Manderemo le squadre degli allievi a giocare contro le tre») che viene però differita di settimana in settimana. L’autogol è stato segnalato dall’ufficio legale di Mediaset che ha provveduto ieri a recapitare, all’indirizzo genovese del club, una richiesta di spiegazioni con relativa minaccia di richiesta di danni. È finita la fase delle schermaglie, è cominciato il lavoro duro dei legali. In data 16 luglio 2004, la Samp concluse l’intesa con Mediaset per la cessione (triennale) dei diritti per il digitale terrestre più altre tecnologie e ottenne, quale opzione per le stagioni successive, una discreta sommetta, 1,8 milioni di euro, che vincola le parti a sottoscrivere accordi sulla stessa materia.
Di qui lo stupore dei legali di Mediaset che nei giorni scorsi hanno ricevuto dalla stessa società genovese una diffida (controfirmata anche da Palermo, Fiorentina e Lecce) nell’intento di bloccare le trattative in corso tra Mediaset e Inter e Milan. La Samp ha finito col chiedere a Mediaset di non trasformare le opzioni in contratti per società tra le quali figura proprio la Samp, che ha già ricevuto in tal senso un congruo anticipo. La domanda rivolta dai legali del network di Cologno Monzese è molto semplice (e maliziosa): volete per caso rinunciare all’opzione e intendete restituire la somma già incassata?
Nel frattempo il dibattito sui diritti tv s’infiamma e vi partecipano anche presidenti che non hanno molto chiaro il panorama. Per esempio Benigni, dell’Ascoli, tra le richieste firma anche quella di cancellare la legge Bosman. Mah. Luciano Moggi, invece, carica i toni e firma una frase che vale anche per Galliani e Moratti. «La verità è che siamo i più bravi, basta dare un’occhiata ai bilanci. E i giocatori vengono da noi» è la sua riflessione. È la conferma del clima da scontro frontale previsto per l’assemblea di domani mattina a Milano. Persino la creazione della Lega di serie A riceverà un ulteriore stop. E i cacciatori di farfalle che continuano a immaginare il commissario in Lega se ne faranno una ragione.