E mentre loro protestano salvo il super polo di Nerviano

E mentre gli studenti spacca-tutto bloccano mezza città e protestano contro i tagli «alla ricerca che non c’è», si scopre invece che la ricerca c’è, eccome. E, guarda guarda, va avanti a spron battuto. Forse tra un po’ se ne renderanno conto anche gli irriducibili dei fumogeni e dei cortei. La Regione Lombardia ha appena firmato un accordo di programma con il ministro Mariastella Gelmini grazie al quale verranno messi in campo 120 milioni di euro per sostenere la ricerca industriale, agroalimentare, aerospaziale, biotecnologica, sui nuovi materiali. Insomma, i ricercatori che salgono sui tetti per protestare contro i tagli, si renderanno conto che il lavoro in laboratorio non manca affatto. «Confermiamo la nostra scelta strategica - spiega il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni - di aiutare la crescita della competitività e dell’attrattività del territorio lombardo, investendo in ricerca e innovazione. Pur in un momento di ristrettezze economiche, sia la Regione sia il ministero all’Istruzione stanziano cospicue risorse».
L’impegno nella ricerca è confermato anche dal rilancio del centro di Nerviano, impegnato nella ricerca medica e biomedica. La proprietà dell’istituto passa, a costo zero, dalla congregazione dei Figli dell’immacolata concezione al sistema regionale. I nuovi proprietari del polo della ricerca saranno infatti le quattro fondazioni ospedaliere Policlinico, Besta, Istituto dei Tumori e San Matteo di Pavia, che potranno potenziare i loro punti di forza: dalla ricerca oncologica a quella neurologica. In particolar modo, il San Matteo svilupperà ulteriormente le discipline di trapiantologia: malattie curabili con il trapianto di organi, tessuti e cellule e malattie internistiche ad alta complessità biomedica.
La Regione sostiene il rilancio del centro con 15 milioni di euro in tre anni, destinati alla creazione di una banca virtuale di materiale biologico attraverso la costruzione di una rete di biobanche in tutta la Lombardia. Capolfila del progetto è l’istituto dei Tumori che, attraverso una collaborazione triennale con il centro di Nerviano, potrà portare a compimento il programma. Si punterà anche sulla ricerca di nuovi farmaci e sul miglioramento delle cure, per portare i risultati ottenuti in laboratorio direttamente al letto del paziente.