E al Milan arriva una busta con proiettile

Indirizzata a Berlusconi, Galliani e Ancelotti: «Per i risultati e le scelte sbagliate di mercato»

da Milano

Neppure il tempo di incappare nella prima sconfitta del 2008 che le polemiche in casa Milan si riaccendono, divampando in un incendio pericoloso. Già, perché il club rossonero ieri si è visto recapitare via posta nella sede di via Turati una busta contenente un proiettile già esploso.
La polizia sta indagando sulla provenienza della busta, indirizzata con un breve scritto in stampatello al presidente Silvio Berlusconi, all’amministratore delegato Adriano Galliani e all’allenatore Carlo Ancelotti. Le accuse? I «pessimi risultati della squadra» (nonostante la Supercoppa Europea e il Mondiale per club) e le «scelte sbagliate» in sede di calciomercato.
Non è la prima volta che nella sede rossonera giungono messaggi intimidatori. Il precedente risale al 23 marzo scorso, quando in via Turati arrivò una busta contenente un proiettile di fucile da caccia e un foglio firmato «Brigate Rossonere Toscana», una sigla ultrà sconosciuta. Anche allora, il messaggio conteneva inviti a «cambiare i giocatori», oltre a una serie di insulti indirizzati ai giocatori (Dida in testa).
In quell’occasione, il Milan aveva minimizzato l’episodio e sportivamente si era ripreso alla grande, vincendo poi la Champions League.
Singolare il fatto che nello stesso mese di marzo 2007 una spiacevole corrispondenza fosse giunta anche nella sede dell’Inter: in via Durini furono infatti recapitati dei pallini di fucile, un bossolo di pistola di grosso calibro e delle minacce anonime al presidente Moratti, ai dirigenti e alle rispettive famiglie.
Continua quindi a serpeggiare il clima di tensione che da un paio d’anni avvelena i rapporti tra i dirigenti rossoneri e le frange più estreme della tifoseria organizzata. Rapporti che hanno costretto l’ad Galliani a girare sotto scorta e che sono sfociati negli scioperi del tifo e nella faida interna alla curva culminata con una sparatoria a Sesto San Giovanni nell’ottobre 2006.