E a Milano un cimitero tutto per loro

Sonagli, bambole, macchinine, adagiati su minuscoli cippi funerari senza nome ma con una storia. Milano ha il suo Campo dei Feti, il luogo in cui mamme e papà possono seppellire i bimbi mai nati a causa di un aborto. Se i genitori lo chiedono, hanno un fazzoletto di terra in cui andare a trovarli, che si trova accanto al Campo dei Bambini. Nessun feto rimane senza sepoltura, neanche coloro che sono stati abortiti e di cui nessuno ha più chiesto notizie. Una legge regionale e un regolamento del Comune impediscono che siano trattati insieme ai rifiuti ospedalieri e che finiscano nei sacchi della spazzatura, destinati allo smaltimento. Dallo scorso aprile i cosiddetti «prodotti del concepimento» (come vengono chiamati nei documenti ufficiali), i resti dei bimbi abortiti sia spontaneamente che in modo volontario, vengono inceneriti e inumati in un ossario del cimitero di Lambrate, ovvero il luogo dove prima o poi finiscono le ceneri di tutti, quando scadono i tempi di concessione delle tombe. Qualche tempo fa il Comune di Milano aveva proposto di andare ancora oltre, dedicando un Giardino del ricordo alle tracce di vita che poteva essere e non è stata. Era già stato scelto il luogo adatto,che si trova accanto al campo in cui i parenti disperdono le ceneri dei loro morti. Ma l’assessore ai Servizi Funebri, Stefano Pillitteri, autore della progetto, era stato ostacolato dall’opposizione in consiglio comunale oltre che da alcune difficoltà, anche di carattere legale. La dispersione delle ceneri, infatti, può essere richiesta solo dal morto o dai suoi cari e cambiare le norme è stato impossibile in assenza di unanimità. Alla fine il Giardino non è stato realizzato a causa di chi protestava contro il rischio che diventasse un Monumento al feto abortito. Restano però il Cinerario comune e il Campo dei feti. Come spiega Pillitteri, «nel garantire pietas anche ai feti che non sono mai nati, ci siamo trovati tutti d’accordo».