E Milano si mette «in mostra» per Napolitano

Il Capo dello Stato: «Sfatiamo il mito delle istituzioni pubbliche inette»

Omaggio presidenziale alla miglior creatività italiana. Stimolo perché Milano tenga sempre alta la fiaccola della modernizzazione e, perché no, recuperi pure un po’ di smalto perduto. È il senso della visita di Giorgio Napolitano al museo del Design alla Triennale. «Mostra molto bella di assoluta novità. Grande creatività e combinazione di immagini. Insomma, il design al più alto livello» commenta il presidente della Repubblica. Giudizio preceduto da una chiosa, «domanda oziosa», in risposta ai cronisti che, appunto, gli chiedevano se gli fosse o meno piaciuta la mostra.
Esposizione che torna a far dialogare arte e industria, come ricorda Roberto Formigoni: «Design nel mondo vuol dire Milano e Lombardia. Una ricchezza che la Regione promuove puntando sul disegno industriale come leva dello sviluppo e come frutto di quella cultura di progetto capace di sintetizzare estetica e funzionalità».
Valutazione del Governatore che ha promosso (e finanziato) questo museo attraverso un accordo di programma sottoscritto tra ministero per i Beni culturali e la Regione Lombardia. Impegno di promozione di quel «patrimonio di ricchezza anche in ambito internazionale» che, tra l’altro, Regione Lombardia sostiene «attraverso missioni istituzionali». Concretezza del fare che, non è un caso, ieri, ha contrassegnato la seconda giornata lombarda del Capo dello Stato anche nella sua visita al cantiere del nuovo Palazzo della Regione. «Accessibilità, trasparenza, complementarietà, dialogo, bellezza, sostenibilità, semplicità e bellezza: cifre dell’altra sede della Regione» che, parola di Formigoni, sarà «completata entro due anni». Segno di «una nuova efficienza delle istituzioni pubbliche di cui il Paese ha bisogno» afferma Napolitano: «Bisogna sfatare il mito delle istituzioni pubbliche inette. Abbiamo invece bisogno di amministrazioni moderne, in grado di rispondere ai bisogni». E, attenzione, «rispondere» in tempi brevi: «Aspetto non secondario» per il presidente della Repubblica che «spera» di tornare a Milano «entro due anni» per l’inaugurazione della nuova sede regionale che, aggiunge Formigoni, «apre nuove sfide nel futuro». Futuro cui applaude Napolitano nella sua visita pomeridiana all’Istituto Mario Negri, che ha fermato la fuga degli scienziati. Futuro che, ancora, attende da protagonista il gruppo Mondadori che festeggia il centenario e che, ieri, nella sede di Segrate, ha ospitato il presidente della Repubblica.
Visita che per l’ad del gruppo Mondadori, Maurizio Costa, è «stimolo ad impegnarci sempre di più nella crescita della Mondadori, che vuole essere protagonista dello sviluppo civile e sociale del Paese». Obiettivo di un’azienda che, secondo Napolitano, «è parte integrante della nostra comunità nazionale»: «Il patrimonio Mondadori appartiene a tutt’Italia e questa appartenenza comune è più forte di tutte le divisioni che possono solcare il Paese».