E tra le modelle solo due su cento arrivano alla 42

Dietro le quinte delle passerelle milanesi: ignorato l’appello a evitare top troppo magre

da Milano

Dietro le quinte le modelle si muovono come gazzelle impazzite, veloci e scattanti pronte a sfilare.
Fuori le battaglie contro l’eccessiva magrezza. Sui muri delle città cartelloni pubblicitari che fanno scalpore: «scabrosi», li hanno definito in molti; messaggi e invocazioni del ministro Melandri che aveva spiegato: «Contrastare l'anoressia non vuol dire lanciare immagini shoccanti nel mare magnum mediatico, ma significa pianificare campagne di prevenzione di lungo termine che non ignorino la vera natura dei disturbi del comportamento alimentare che sono malattie psichiatriche serie, disagi dell'anima». Un anno prima c’era stato il caso Cibele, la passerella di Madrid. In quell’occasione molte modelle erano state rispedite a casa perché troppo secche e dall’aria malaticcia. Oggi, un sondaggio di Tv Sorrisi e Canzoni in edicola domani, svela un dato inquietante: soltanto il 2,2 per cento delle modelle intervistate ha dichiarato di portare la taglia 42. Un’indagine dietro le quinte delle sfilate di moda milanesi per scoprire se è stato raccolto l’appello del ministro delle Politiche giovanili e delle attività sportive, Giovanna Melandri, di non mandare in passerella modelle troppo magre è a dir poco deludente. Il 13,3% delle modelle ha ammesso di portare la taglia 40. Il 55,6% porta la taglia 38. Il 28,9% ha ammesso di portare la taglia 36. 50 indossatrici, tutte sopra i 175 centimetri di altezza, rivelano il loro peso: si va dai 47 ai 60 chili.