«E molto presto il telefonino farà sparire pure il bancomat» Il vicepresidente esecutivo di Visa annuncia la rivoluzione digitale: «Il vero paradiso è un mondo senza denaro contante: per pagare ci si servirà solo di uno smartphone»

Siccome si dice che presto non ci saranno più soldi, c'è un uomo che afferma di aver trovato la soluzione: eliminarli. Non è, in realtà, che Steve Perry voglia tornare ai tempi del baratto, anche perché di professione fa il vicepresidente esecutivo della Visa, ovvero la più nota azienda di carte di credito. Però, insiste, «un mondo senza soldi è davvero il paradiso», e lo dice mentre una banconota da 50 euro gli casca dal taschino: «È l'unica che ho, purtroppo mi serve per il taxi. Purtroppo». Perché nel paradiso di Perry le banconote spariscono ed esistono soltanto numeri.
Davvero, Mister?
«Davvero. Anche se, sia chiaro, non è che così si possono risolvere tutti i problemi dell'economia mondiale. Però aiuta».
Come?
«Le faccio io una domanda: lei sa quanto costa coniare l'Euro?».
Per la verità no.
«Ecco, non lo sa quasi nessuno: una cifra equivalente al 2-3 per cento di tutto il Pil dell'Unione Europea».
Lei esagera.
«E invece no. E comunque nell'Ue si spende molto di più a produrre soldi che ad aiutare gli agricoltori a produrre cibo. Non le sembra pazzesco?».
In effetti. Però se eliminiamo il denaro come si fa?
«Alt: io non ho detto che eliminiamo il denaro. Solo che ormai è inutile averlo in tasca. È differente».
Cioè?
«Cioe siamo in un momento epocale e dobbiamo approfittare di quello che la tecnologia ci offre. Ci sono Paesi come quelli scandinavi e come l'Inghilterra che lo hanno capito. Vuole la prova?».
Dica.
«Il mio estratto conto è lungo 4-5 pagine. Io con i mezzi elettronici ormai pago anche il caffè».
Certo, è facile: lei vende carte di credito...
«Già, ma io ci credo veramente. E le dico di più: non solo entro il 2018 spariranno tutti gli assegni, ma presto anche carte di credito e bancomat saranno un ricordo».
E come, scusi?
«Semplicemente grazie a dei nuovi sistemi di pagamento. Tra pochi giorni sarò in Italia per avviare gli accordi con le banche e le dico che nel giro di 3 anni il vostro Paese mi darà ragione».
Insomma: il denaro c'è ma non si vede.
«Il denaro c'è eccome, ma sarà tutto contabilizzato».
E per pagare?
«Scusi: lei cos'ha in tasca oltre al portafoglio?»
Credo che si riferisca al cellulare...
«Infatti. Ormai il mondo è tutto negli smartphone: presto strisciando un telefonino vicino a un congegno elettronico, così come già si fa con le nuove carte di credito, il pagamento finirà direttamente in banca. Le società che producono smartphone si stanno già attrezzando per i modelli prossimi venturi».
E per chi non ha uno smartphone?
«Ci sarà una sorta di portafoglio elettronico, un piccolo apparecchio equivalente. Dopodiché ognuno con la propria banca potrà decidere di mettere un limite ai pagamenti da effettuare senza codice segreto, per garantire la propria sicurezza».
Ma scusi: e se uno perdesse il telefonino o il congegno equivalente?
«Scusi: lei non sta attento al suo portafoglio?».
Certo.
«Appunto: è la stessa cosa. Mi creda: il futuro è contactless e senza più moneta. Almeno nei Paesi più informatizzati».
Un Paradiso insomma...
«Di sicuro lo sarà per chi tiene i conti degli stati. Per esempio, tralasciando l'Italia...».
Tralasci...
«...lei sa che in Portogallo il 40 per cento dei pagamenti viene effettuato in nero? Ecco: eliminando il denaro contante si verrebbero a recuperare ingenti somme dall'evasione fiscale. E se moltiplica il tutto per l'Europa intera...».
Altro che debito pubblico...
«Infatti. E sa? Presto lo capiranno anche i taxisti...».