E Montezemolo tace. Amareggiato

(...) il miglior tempo soleva restava in pista diversi giri giusto per intralciare gli altri. Per questo, se l’affaire Rascasse resta effettivamente una brutta storia condita dal sacrosanto dubbio che il tedesco abbia sbagliato per davvero («avevamo gli argomenti per dimostrarlo, ma non sono stati considerati... in questo ambiente chi ha successo non piace», dirà Todt), non ci sono invece dubbi sul fatto che a Montecarlo abbia compiuto una rimonta storica: da ultimo al via nella pit lane a quinto. Gli applausi e la standing ovation tributati dai viziati spettatori monegaschi parlano chiaro. Schumi pasticcione, dunque, ma enorme e insostituibile, perché solo chi è baciato dalle stigmate motoristiche può scendere in pista – a Montecarlo, per di più - punito, retrocesso, umiliato e fare una gara così. Per questo, al termine, risulterà più applaudito di Alonso. Per cui, se c’è un dubbio sulle sue colpe, c’è però la certezza sul Gp: avrebbe vinto lui. Forse anche per questo il presidente Montezemolo non parla: «È troppo addolorato e amareggiato - dicono dalla Rossa, e aggiungono - la sua impresa dimostra che è il più grande e ci fa capire che cosa ci possiamo ancora aspettare da lui in futuro». Futuro? Vuoi vedere che continua...