E al Monumentale la vendita è bloccata dal centro sociale

Se quattro palazzi comunali messi in vendita non si riescono a piazzare per colpa di un ricorso al Tar, c’è un altro stabile pubblico per cui non si riesce nemmeno a avviare la procedura di privatizzazione perché occupato abusivamente da un centro sociale. É quello che in piazza Cimitero Monumentale, ospita da oltre dieci anni il «Torchiera», uno tra i più agguerriti ritrovi della galassia antagonista. Anche la cascina davanti al Monumentale era destinata, secondo le decisioni assunte nel dicembre 2009, ad entrare nel piano di Palazzo Marino per fare cassa: ma nel gennaio 2011 la giunta Moratti aveva dovuto stralciarla dal piano, di fronte alla impossibilità di ottenere lo sgombero da parte della polizia. «Vista la necessità di rilevare la coerenza tra lo stato di fatto e la rappresentazione catastale, nonché di allegare le certificazioni energetiche indispensabili oggi per vendere gli immobili, è stato scelto di procedere senza inserire nel patrimonio del fondo immobili occupati abusivamente o in qualche modo critici a livello documentale» aveva spiegato Alberto Segneghi, head of public affairs di Bnp Paribas Reim Sgr, che gestisce i fondi del comune di Milano. Sarà ora il nuovo sindaco Giuliano Pisapia a decidere come gestire il rapporto con gli occupanti e l’utilizzo dello stabile.
Il fondo Milano 2, gestito da Bnp Paribas come anche Milano Uno, comprende beni immobili del valore di circa 60 milioni di euro di proprietà del Comune di Milano: ma, a differenza del fondo Milano Uno, è composto prevalentemente da uffici e terreni, e non dovrebbe quindi dare luogo a particolari contenziosi. Unico tasto delicato, l’antico palazzo di via Bagutta, alle spalle di via Montenapoleone, che per molti decenni ha ospitato sedi di associazioni di ogni genere, e salito alla ribalta delle cronache nel marzo scorso quando un incendio ne devastò una parte e ne rese note le condizioni di abbandono e di degrado.