E' morto Nils Liedholm Addio Barone del calcio

Lo svedese, 85 anni, ex bomber rossonero e poi allenatore e campione d'Italia con Milan e Roma è morto oggi a Cuccaro, nel Monferrato, dove viveva. Era nel mitico tridente svedese con Gren e Nordhal. Il cordoglio del mondo del calcio. <a href="/a.pic1?ID=218471" target="_blank"><strong>Carriera da fuoriclasse: mai ammonito</strong></a>

Milano - E' morto a 85 anni Niels Liedholm. Lo svedese, ex giocatore del Milan, ed ex tecnico di rossoneri e Roma si è spento nella casa di Cuccaro, in provincia di Alessandria nel Monferrato, dove viveva e aveva una tenuta agricola. Lo si è appreso nel paese del Monferrato, dove la ditta di pompe funebri Longo ha comunicato che i funerali si svolgeranno giovedì alle ore 11. 

La carriera Nato a Valdemarsvik l’8 ottobre 1922, arrivò in Italia nel 1961 per indossare la maglia del Milan. Con i rossoneri disputò 359 partite realizzando 81 gol e vincendo 4 scudetti. Era nel mitico tridente milanista insieme ai connazionali Gren e Nordhal: il Gre-No-Li. In campo occupava il ruolo di centrocampista arretrato e a lanciarlo all’attenzione dei grandi club professionistici (in Svezia il calcio era concepito solo a livello amatoriale) fu l’Olimpiade del 1948, chiusa dalla sua nazionale con la conquista della medaglia d’oro. Il passaggio al Milan gli precluse però le porte della nazionale, che si riaprirono, per lui e per tutti gli altri professionisti, solo per i Mondiali del 1954, organizzati proprio in Svezia e chiusi dai padroni di casa al secondo posto dopo la sconfitta patita in finale dal Brasile. Nel 1963 intraprese la carriera di allenatore. Il "Barone", come era soprannominato, guidò il Milan, il Verona, il Monza, il Varese, la Fiorentina e la Roma. Da tecnicò conquistò due scudetti, con il Milan nel 1979 e con la Roma nel 1983. E' stato l’allenatore della Roma del secondo scudetto, quella del presidente Viola e di giocatori quali Falcao, Di Bartolomei e Conti.

La Roma chiede il lutto La Roma, così come il Milan, chiederà l’autorizzazione all’Uefa di giocare con il lutto al braccio nella gara di Champions League contro lo Sporting Lisbona in programma mercoledì sera, per onorare la memoria di Liedholm, ex allenatore giallorosso. La Roma ha voluto esprimere il proprio cordoglio per la scomparsa di Nils Liedholm attraverso una nota sul proprio sito web. "Il presidente Franco Sensi, l’amministratore delegato Rosella Sensi, i dirigenti, lo staff tecnico, i calciatori e l’As Roma tutta, si stringono con profondo cordoglio ai familiari per la scomparsa di Nils Liedholm -scrive il club giallorosso-. Se ne va con lui un pezzo fondamentale della storia giallorossa. Il Barone ha guidato la Roma per 12 anni e vinto da allenatore il campionato 1982/83".

Il ricordo del Milan e di Berlusconi "Il Milan piange la scomparsa di Nils Liedholm, il tecnico rossonero della Stella, protagonista insostituibile del leggendario trio Gre-No-Li, che si è spento all’età di 85 anni a Cuccaro, nel Monferrato, dove viveva. Con lui se ne va un pezzo enorme della storia del Milan, ma il suo ricordo rimarrà indelebile nel cuore di tutti i milanisti e degli appassionati di calcio". È il messaggio con cui la società di via Turati ricorda sul suo sito internet la figura del Barone. "Ci ha lasciato un grande della storia del Milan: un campione, un signore, un amico. Ricordo delle sue prestazioni senza un solo errore. Grazie Nils, per tutto quello che hai fatto per noi". Lo ha detto il presidente, Silvio Berlusconi, dopo la scomparsa di Liedholm.

E quello di Pruzzo "Mi ha apprezzato come uomo e come calciatore. Avevo un feeling particolare con lui, mi sono sempre trovato benissimo". Roberto Pruzzo ricorda con commozione Nils Liedholm. L’ex centravanti della Roma fu uno dei pilastri della formazione giallorossa che nel 1983 conquistò lo scudetto proprio sotto la guida del tecnico svedese che è scomparso oggi all’età di 85 anni. "Sapeva risolvere i problemi - dice Pruzzo ai microfoni di Radio Radio, aveva la capacità di stemperare la tensione in ogni circostanza. Speravamo potesse riprendersi, lo abbiamo sperato fino alla fine. Temo abbia sofferto molto, credo che questi ultimi anni siano stati molto duri".

Le lacrime di Maldera "Per me era un secondo padre". Aldo Maldera, ricoverato in ospedale con 4 costole rotte per un banale incidente domestico, non smette di piangere alla notizia della morte di Nils Liedholm. "Gli devo tutto - ha detto l’ex giocatore di Milan e Roma - era un grande..." ha mormorato.

La carezza di Rivera Colpito profondamente dalla morte di Nils Liedholm, Gianni Rivera ricorda di essere stato "uno tra i pochissimi ad averlo avuto come compagno di squadra e poi come allenatore". Nel 1960, nel suo primo anno al Milan appena arrivato dall’Alessandria, infatti, Rivera giocò assieme a Liedholm, invece al suo ultimo anno da calciatore. "Ricordo che faceva di tutto per mettere tutti gli altri a proprio agio, giovani o anziani del gruppo. Anzi, era lui il primo a mettersi a disposizione degli altri per cercare di creare l’ambiente ideale" racconta Rivera. "Passò subito alla panchina e per poco non vincemmo lo scudetto. Purtroppo poi Liedholm si ammalò, ricordo che si trattò di un’epatite, e non potemmo proseguire con lui quella stagione". Indelebile, poi, per Rivera il ricordo dello scudetto rossonero della stella, quello conquistato alla fine della stagione 1978-79. "Io non giocai molto per via di un infortunio e Liedholm, senza attaccanti, si inventò una squadra di mezze punte. fece di necessità virtù".

Falcao piange "Gente come lui non dovrebbe sparire mai". Sospira dal Brasile, Paolo Roberto Falcao e non vorrebbe aggiungere altro "perché non ci sono parole, solo una grande, immensa sofferenza. È stato un padre per me, era uno che sapeva voler bene al naturale, con altruismo - ripete con un filo di voce il brasiliano da Porto Alegre - quante cose mi ha insegnato... Quando andai via da Roma gli regalai la mia maglietta numero 5 con questa dedica 'la do a lei perché è stato lei a darla a me facendomi diventare quello che sono'. So dal figlio Carlo che l’ha conservata come un oracolo, come una delle cose più belle della sua storia. Insomma, gli devo molto" ripete Falcao.