E a Napoli spunta lo striscione

Napoli. «Grazie». Poi, una stretta di mano, forte, sincera. La scena, tra un giovane cittadino napoletano e un poliziotto del IV Reparto mobile, si svolge davanti ai cancelli della temibile curva A del San Paolo, dove poi Napoli e Piacenza si sono affrontate a porte chiuse. Nessun gesto di solidarietà, invece, dagli ultrà. Anzi. Un gruppo di irriducibili, con tanto di permesso della Questura, è entrato nello stadio per stendere uno striscione. «La legge ci divide, la grinta ci unisce. Avanti ragazzi, finché non si finisce». Nello stadio quasi deserto, nonostante tutto, qualcosa di fastidioso, comunque accade. Nel giorno del lutto e della riflessione, l'azzurro, Emanuele Calaiò, riesce a farsi espellere dalla panchina. Per la cronaca ha vinto il Napoli 1 a 0 con un risvolto tutto partenopeo. Il gol lo ha segnato Sosa che era in panchina e ci sarebbe rimasto se, per errore, un impiegato non avesse inserito sulla lista consegnata all’arbitro il nome di Amodio (che era in tribuna) al posto di quello di Bucchi. Nell’intervallo Bucchi si scalda e quando stanno per mandarlo in campo, i napoletani si accorgono dello sbaglio e ripiegano su Sosa. Ovviamente è stato subito detto che a fare l’errore è stata la maradoniana «mano de Dios».