E nel centrosinistra spunta l’ipotesi delle primarie Ma Prc è contraria

Si respira aria di elezioni in Campidoglio. Mista a incertezza certo, ma l'aria è quella. E i consiglieri si stanno spianando la strada. Cercando innanzitutto di arrivare all’approvazione dei documenti più importanti, come il piano regolatore. Perché il decreto d’urgenza che dovrebbe essere emanato nelle prossime 24 ore dal Viminale dimezzerebbe i tempi tecnici necessari fra le dimissioni del sindaco e quelle del consiglio e darebbe a Veltroni altri dieci giorni per lasciare il suo incarico, senza incorrere nel rischio del commissariamento. «Ma per i consiglieri non cambia nulla - spiega Gianluca Quadrana, il capogruppo del Partito Socialista in Comune - Il limite dello scioglimento del consiglio comunale è comunque quello del 24 febbraio, se si vuole votare per le amministrative entro il 15 giugno».
Quindi, occorre fare in fretta se si vogliono approvare alcuni provvedimenti rimasti in sospeso. Nella riunione di ieri mattina in via delle Vergini cui hanno partecipato, fra gli altri, l'assessore all'Urbanistica capitolina Roberto Morassut, rappresentanti della Provincia e della Regione, si è parlato proprio della calendarizzazione del Prg, che dovrebbe arrivare in aula entro metà febbraio. Il nodo sulla data esatta sarà sciolto lunedì nella riunione di capigruppo in programma per decidere quali delibere portare in Aula.
Intanto, però, tutto il centrosinistra, nell'incertezza, si sta comunque preparando al dopo-Veltroni. Carlo Fayer, capogruppo capitolino della Lista Civica, rilancia l’idea delle primarie per la scelta del candidato del centrosinistra. «D’altra parte - spiega - il Pd aveva dichiarato “primarie sempre”, quindi perché non anche per Roma?». Fayer dice di essere disponibile a partecipare alle primarie, spiegando che un «un candidato sindaco giovane (qual è lui, ndr) potrebbe contribuire a dare legittimità a una visione diversa della città».
Se Quadrana appoggia l’idea delle primarie, chi la boccia è Adriana Spera, capogruppo del Prc, con un laconico «non ci sono i tempi». Anche se, aggiunge, «vorremmo avere una voce nella scelta del futuro sindaco». Per Spera, «il miglior candidato alla poltrona di sindaco è l’attuale presidente della Provincia, Enrico Gasbarra, perché non serve un sindaco dei poteri forti».
Ognuno dice la sua, insomma, cercando di capire che accadrà in futuro. Mentre il consiglio comunale si blocca per l’ennesima volta. Nella seduta di ieri i lavori si sono fermati dopo l’approvazione della prima delibera, pur avendo approvato la capigruppo un ordine dei lavori nel quale ve ne erano iscritte quattro. Il presidente dell’Aula, Mirko Coratti, ha dovuto riconoscere dal suo scranno «l’impossibilità' di andare avanti», decidendo anche di revocare la seduta prevista per oggi.