E nel giorno dei rimpianti scatta il «j’accuse» all’Italia

I media francesi: «Il loro gioco difensivista è un crimine sportivo, sono solo dei simulatori». Adesso l’obiettivo è eliminare gli italiani nelle qualificazioni agli Europei del 2008

da Parigi

«Crudele», titola a tutta pagina il quotidiano francese Libération dando il senso della drammaticità dello scontro e della sconfitta. «Una traversa può dire di sì, una traversa può dire di no e il destino cambia in un istante», aveva scritto il quotidiano parigino Le Monde nel 1998 nel commentare la vittoria ai rigori della nazionale francese su quella di Cesare Maldini in occasione della coppa del mondo in terra di Francia. Stavolta la traversa ha detto di no alla Francia, il cui cammino mondiale si è fermato all’ultima partita. La cerimonia che avrebbe dovuto svolgersi lungo i Champs Elysées è stata annullata. «Non si festeggiano le sconfitte», ha dichiarato l’allenatore della nazionale francese Raymond Domenech. L’unico ad avere una gran voglia di festeggiare era il presidente della Repubblica Jacques Chirac, che ha invitato e ricevuto all’Eliseo la squadra di calcio per una colazione con tanto di foto di famiglia e discorsetto di complimenti.
I francesi sono sotto choc perché erano certissimi di vincere. Talmente sicuri che domenica mattina a chi acquistava un giornale italiano l’edicolante offriva, gentilmente e gratuitamente, un pacchetto di Kleenex. Il quotidiano sportivo L’Équipe ha pubblicato domenica una prima pagina con la foto delle star del calcio nazionale e con tre parole a grandi caratteri: «Verso le stelle». Adesso le stelle transalpine stanno a guardare. La vittoria che sembrava a portata di mano è scappata via ai rigori e il «giorno dopo» è quello dei mille rimpianti. «Un enorme rimpianto», è appunto il titolo di ieri del grande quotidiano sportivo nazionale L’Équipe.
«Grazie» è invece il titolo di prima pagina del quotidiano Le Parisien, che riassume la sensazione di gran parte dell’opinione pubblica. Alla vigilia dei mondiali pochi avrebbero scommesso sulla serie di vittorie che ha consentito alla nazionale francese di sconfiggere il Brasile e il Portogallo, per poi arrivare al traguardo della finalissima con l’Italia. In fin dei conti - questa è la tesi dei giornalisti di Le Parisien - basta riflettere per rendersi conto che questo risultato non è affatto spregevole. I francesi, però, di riflettere non avevano ieri nessuna voglia. Di imprecare sì. Gli italiani vengono accusati d’ogni nefandezza, a cominciare dal «crimine sportivo» di un gioco definito troppo «difensivista». «Basta con questi italiani che simulano di non star bene allo scopo di perdere tempo e di arrivare ai rigori», si spinge ad affermare il commentatore di una rete radiofonica parigina. Quasi come immaginare una simulazione persino per chi, come Materazzi, è stato colpito duro da Zidane in una sorta di delirante aggressione al limite del codice penale.
Tutte le reti televisive e radiofoniche hanno consacrato la giornata di ieri all’analisi della partita e ai dibattiti sull’avvenire del calcio francese. La sfida con l’Italia ai prossimi Europei diventa così un traguardo fondamentale per una nazionale alla ricerca del suo riscatto e per un Paese che si sente privato del proprio orgoglio sportivo. L’ego ferito del popolo francese si è tradotto anche in manifestazioni di piazza e in qualche incidente - per fortuna non troppo rilevante - nella notte tra domenica e lunedì. A Parigi sono stati installati alcuni maxischermi in impianti sportivi, come il Parco dei Principi e lo stadio di atletica leggera di Charlety. In quest’ultimo ci sono stati scontri tra giovani e polizia subito dopo il fischio finale dell’incontro con l’Italia. Gruppi di centinaia di teppisti, giunti soprattutto dalla «caldissima» banlieue della capitale francese, hanno compiuto azioni di puro vandalismo, che hanno provocato l’intervento delle forze dell’ordine.
Lungo gli Champs Elysées sono stati invece gli italiani a festeggiare nella notte delle stelle. La Francia sogna la rivincita: la partita con l’Italia alle qualificazioni per gli Europei.