E nel nostro medagliere la Idem è regina dei Giochi

Ecco i voti del <em>Giornale </em>alle Olimpiadi azzurre, mentre il presidente del Coni Petrucci chiude la spedizione: &quot;Tutto bene, ma non è stato un trionfo. Ora qualcuno ci aiuti&quot;

Pechino - Come sta lo sport italiano? Bene, non benissimo, hanno detto i Giochi di Pechino. E così ripete Gianni Petrucci, presidente del Coni che, prima di parlare, studia tabelle e medagliere. Risultato? «Olimpiadi difficili, otto ori soddisfano, ma non sono un trionfo. Piuttosto non era facile restare tra i primi dieci del medagliere». Piccole soddisfazioni per tenere il palato dolce. Pur ammettendo: «Le delusioni ci sono e saranno analizzate». Allora cominciano dal dolce. «Il nostro marchio tira», dice accennando all’operazione simpatia dei nostri atleti. La faccia di Schwazer è uno spot, l’intramontabile Josefa Idem un altro. I vincenti piacciono. Cammarelle ha rischiato di rovinare la diplomazia italo-cinese, ma la sua medaglia ha permesso un altro sgarbo alla Francia. Negli ultimi tempi ci riescono bene. «Erano 24 anni - annuncia Petrucci - che non la superavamo nel medagliere. L’ultima medaglia ci ha dato la certezza».

I giganti dello sport hanno razziato. La Cina ha tolto medaglie a tutti, non sempre per meriti propri (vedi alla voce giudici). «Ma se il World Economic Forum dice che l’Italia è 46ª su 125 Paesi, cosa dovremmo dire noi che siamo noni su 204 Paesi?». Come vedete il Coni non lascia nulla d’intentato per vendere meglio il prodotto sport, alla faccia dei soliti blasonati qualunquisti che s’annidano dovunque (giornali compresi), capaci di interessarsene solo durante le Olimpiadi. Ed allora passando ai ringraziamenti («Al presidente della Repubblica, che ci è stato vicino dal primo istante, al capo del governo, a Gianni Letta e a coloro che sono stati qui») Petrucci ricorda che servono strutture, che la scuola ha gravi carenze, che l’atletica leggera ha bisogno di aiuto «se vogliamo che faccia altri passi in avanti». L’atletica è nel guado fra color che sono contenti e chi è deluso. «Ci sono stati il doppio dei finalisti rispetto ad Atene». Sono stati Giochi da record (87 nazioni a medaglia contro 74 ad Atene), l’Italia ha abbassato la media d’età dei suoi vincitori, le medaglie sono 28, i quarti posti 13, gli esordienti d’oro quattro, le medaglie divise fra tutta Italia.

Lo sport mondiale ha eletto come icone Phelps e Bolt. E l’Italia? Petrucci non ha un nome: «Tutte le nostre medaglie». Che adesso costeranno 3.245.000 euro, quasi la metà rispetto ad Atene. Tassate o no? Il presidente fa Pilato. «Io non chiedo niente, tocca al governo decidere». Ma il vero retro delle medaglie è un altro: il Coni pagherà meno per il fallimento delle squadre. Hanno fatto tilt gli sport più ricchi. E nessuno pagherà.