E nel nuovo serial sull’Irak le storie di soldati in guerra

Ma i reduci del Golfo contestano «Over there»: dialoghi irreali e situazioni inverosimili

da New York

A settembre, la guerra in Irak diventerà un serial tv. Intitolato Over there avrà come protagonisti otto soldati, fra cui due donne (Nicki Aycox e Lisette Carrion), due afroamericani (Kirk Sticky Jones e Kaith Robinson) e un americano di origini arabe (Omid Abtahi). Girata nel deserto a sud di Los Angeles, la serie vuole essere uno sguardo intimo e umano alla realtà dei soldati americani, sulle loro paure, le loro speranze, la quotidianità di una guerra di cui per ora non si vede la fine.
«Più che un telefilm sulla guerra - hanno sottolineato i produttori nel presentare la serie - sarà il primo telefilm sui soldati americani impegnati a combattere in Irak». Per essere realisti, i produttori hanno anche ingaggiato un veterano di guerra, il sergente Sean Thomas Bunch, che ha trascorso giornate intere a insegnare agli attori a fare i soldati.
«Abbiamo cominciato a girare l'inverno scorso - racconta uno degli interpreti -. E per prima cosa ci hanno insegnato a camminare, parlare e sparare come fanno i soldati. Durante le pause facevamo riflessioni e masticavamo tabacco. C’è voluto poco per entrare nella parte».
In un momento politico in cui i liberal americani stanno lanciando una grande propaganda contro la guerra voluta da Bush e in cui anche Jane Fonda torna a parlare di pacifismo, come ai tempi del Vietnam, preparandosi a viaggiare attraverso gli Usa su un pullman, questa serie potrebbe allontanare molti giovani dalla strada dell’arruolamento. Ma c’è un’altra voce in capitolo: quella dei veterani che, dopo averne visto la prima puntata, durante un’anteprima alla base militare di Camp Murray, sede della Guardia nazionale di Washington, a Tacoma, l'hanno definita «falsa dalla prima all'ultima parola. Una versione di Hollywood di quello che è invece la guerra».
In una scena, ad esempio, una bomba scoppia lungo una strada irachena e il serial mostra i soldati americani che scappano, spaventati. «Nessun militare reagirebbe così - hanno detto i veterani -. Nessun soldato, ad esempio, si toglierebbe l’elmetto. È una delle prime regole. Anche i dialoghi sono irreali». Ha detto un altro veterano: «Dopo una settimana al fronte, gli attori chiamano le loro famiglie a casa e discutono la loro situazione, accennando al “mostro della guerra”, ai loro sentimenti. Vi dico questo: nessun militare è così introspettivo. Al massimo dicono: “Ehi, ma che diavolo ci sto a fare in questo schifosissimo posto chiamato Irak?”».