E nella Catanzaro d’America soldi e turisti spazzano la noia

Il destino è un ciclo. Ogni quattro anni: Des Moines sa che succede, ma di solito non si prepara. È la capitale dell’Iowa: qui comincia il circo delle elezioni, qui parte una carovana che arriva al primo martedì dopo il primo lunedì di novembre. Qui comincia la storia. Qui, cioè nella Catanzaro d’America, perché per uno strano caso o per una precisa scelta le città sono gemellate. Eccola, Des Moines: cinquecentomila abitanti e il vuoto attorno. È la provincia della provincia, un posto dove comanda la noia: vive una vita parametrata sui tempi delle mucche che abitano le praterie fuori dalla città. Era così anche quando arrivava la carovana elettorale.
Quest’anno no. Des Moines balla, canta, si riscalda. Rinasce. Al freddo di un inverno colmo di neve è diventata il centro dell’America. Gli alberghi pieni, perché la lunga corsa elettorale ha anticipato i tempi e ha deciso che la campagna verso la Casa Bianca cominciasse a ridosso di Capodanno. Ecco i soldi, allora: i candidati hanno trascorso a Des Moines il Natale e poi San Silvestro, trascinandosi dietro i network e gli attivisti. Cinquemila persone in più, rispetto alla norma.
Allora la città squallida e improponibile cambia. Qualcuno s’è preso la briga di andarla a scoprire: è stato il veterano delle campagne elettorali del New York Times, Adam Nagourney. «Quest’anno per la prima volta mi fa piacere andare a Des Moines», ha scritto. «Non è ancora una meta di vacanze, ma un posto niente male e indubbiamente l’ideale per mettere i candidati a confronto». Allora tutti da Centro, il ristorante italiano, diventato uno dei punti di ritrovo mangerecci di Des Moines, dove Barack Obama ordina il salmone alla griglia e Mitt Romney siede alla finestra davanti ai forni per la pizza. Oppure da Azalea, il locale preferito dei Clinton: cena a prezzo fisso a base di prodotti di fattoria organici. C’è effervescenza nell’aria e la consapevolezza che la metamorfosi non deve essere effimera. «Qualsiasi cosa fate, fatela di più a Des Moines», è lo slogan di una nuova campagna pubblicitaria che vuole fare della capitale dei caucus una calamita del business nel Midwest: l’ha studiata un’agenzia di pr di New York. Vuole attirare imprenditori e professionisti e convincerli che la Catanzaro d’America è il futuro.