E nella cena notturna Alemanno ritorna vicepresidente

Il ministro degli Esteri ridisegna i vertici del partito: Matteoli avrà poteri operativi e si dedicherà all’organizzazione, mentre Gasparri dovrà preparare le tesi per il congresso che si svolgerà ad ottobre

da Roma

Le scorie del drammatico braccio di ferro andato in scena, a cielo e microfono aperto, durante l’Assemblea nazionale devono ancora essere smaltite. Ma Gianfranco Fini vuole voltare pagina. Per questo, giovedì scorso a cena, ha convocato tutto lo stato maggiore di An per dare una scossa politica e organizzativa al suo partito. È un faccia a faccia allargato quello a cui partecipano Maurizio Gasparri, Ignazio La Russa, Altero Matteoli, Domenico Nania, Gianni Alemanno e Francesco Storace. Unico assente illustre: Adolfo Urso. Il confronto è franco e non privo di qualche spigolosità. La veste indossata da Fini è la stessa dell’Ergife: quella dura, asciutta e poco incline alle carezze verbali che parecchie scosse telluriche aveva provocato durante la grande seduta di autoanalisi di due settimane fa. «Mai visto Fini così deciso» racconta uno dei partecipanti. Un metodo che sicuramente lo espone maggiormente ai malumori pubblici e privati ma che produce, comunque, risultati. Quella che - prima del nuovo incidente rappresentato dall’articolo pubblicato da Il Tempo - era stata definita come la «cena della pace» serve a ridisegnare l’assetto del partito e a coprire molte caselle scoperte nell’organigramma. La prima novità riguarda Gianni Alemanno. Il ministro, che dopo lo strappo di Fini sul referendum aveva presentato le sue dimissioni da vicepresidente, è ormai vicino a tornare a rivestire quell’incarico. Si va, dunque, verso la ricostituzione di un triumvirato anomalo, con La Russa e Alemanno affiancati a un Matteoli investito di poteri più «operativi» rispetto agli altri colonnelli. Fini ha anche destinato al ministro delle Politiche agricole una delega sulle questioni economiche: una riedizione dell’incarico affidatogli nel periodo della verifica di governo, quando An era impegnata in un costante braccio di ferro con il ministro Tremonti. Altero Matteoli si occuperà dell’organizzazione. E già martedì svolgerà di fronte all’ufficio di presidenza la sua relazione sullo stato di salute del partito. Novità anche per Ignazio La Russa che tornerà ad occuparsi di un settore in cui ha già ben operato: quella della comunicazione e della propaganda di An. Francesco Storace dovrà, invece, applicare uno dei precetti ripetuti con maggiore forza da Fini nel corso dell’assemblea nazionale: tradurre in pratica l’identità di destra. Il ministro della Salute dovrà pertanto preparare disegni di legge che caratterizzino An e controllarne l’attuazione.
E ancora: Maurizio Gasparri. L’ex ministro delle Comunicazioni avrà il compito di scrivere le tesi per la conferenza programmatica del partito: la piattaforma da cui An dovrà prendere lo slancio verso le Politiche del 2006. Un incarico fondamentale dal punto di vista strategico tocca, infine, a Domenico Nania. Il presidente dei senatori di An dovrà tenere le fila del progetto del partito unitario e preparare le tesi per l’assemblea costituente. Un lavoro sul cui svolgimento il parlamentare siciliano dovrà fornire una prima relazione il 25 o il 26 luglio. Nania fisserà una condicio sine qua non: la tutela del bipolarismo, ovvero regole precise che non trasformino l’offensiva per il proporzionale nella coperta sotto cui nascondere tentazioni neocentriste. Fini gli ha chiesto di evitare di porre agli alleati aut aut o diktat. Ma ha anche aggiunto che la ragionevolezza del metodo non dovrà essere scambiata per arrendevolezza sul merito. Il messaggio è chiaro: qualunque scelta verrà assunta, An non asseconderà il ritorno dell’era dei ribaltoni o della «politica dei due forni».