E nella Sanitopoli d’Abruzzo spuntano vip e imprenditori

Nell’ordinanza d’arresto tirati in ballo anche De Benedetti jr, il gruppo Benetton e Angelucci. Nel mirino anche presunte sponsorizzazioni fittizie al motociclista Dovizioso

nostro inviato a Pescara

Buttati qua e là, tra un’intercettazione e un verbale d’interrogatorio, nelle 442 pagine dell’ordinanza d’arresto sullo scandalo della sanità abruzzese, escono nomi noti della grande imprenditoria e della politica nazionale. Riferimenti casuali, ammissioni de relato. Ma nessun coinvolgimento diretto anche se gli inquirenti non escludono supplementi d'indagine.
Benetton, De Benedetti e le moto
Gianluca Zelli, arrestato con l'accusa d'aver riciclato 21 milioni di euro con sponsorizzazioni fittizie nel motomondiale di piloti del calibro di Andrea Dovizioso attraverso la Humangest (società riconducibile all'imprenditore-pentito Angelini) si dà un gran daffare dietro le quinte. In un'intercettazione del 18 febbraio, parla con un interlocutore dell'interesse, per alcune operazioni, della HSS di Rodolfo De Benedetti, figlio di Carlo, attraverso un suo emissario, tal Nicola Petruzzi. Sempre al telefono Zelli prima si sofferma sui problemi della trattativa, poi riferisce di aver incontrato Benetton per le stesse vicende. «L'inchiesta ha bloccato tutto – si lamenta Zelli - quando stavamo per firmare un paio di settimane fa è arrivato l'avviso di garanzia e si è inceppato tutto. Poi è uscita la vicenda della Giunta, ed è ancora peggio». Sul punto la Finanza annota come Del Turco eserciti anche «un'indebita ingerenza nella trattativa per la vendita della clinica Villa Pini di Angelini alla Holding Servizi Sanità spa del Gruppo De Benedetti, partecipando direttamente a un incontro nel marzo 2008 a Roma a casa dello stesso De Benedetti».
Da Angelini agli Angelucci
«L'interessamento alle vicende dell'imprenditore Angelini traspariva in numerose conversazioni telefoniche – argomenta il gip riferendosi a Del Turco – che evidenziavano un certo suo identico interesse anche per le vicende del gruppo Tosinvest-Angelucci Spa». Per curare gli Angelucci, secondo il gip, il governatore delegava i suoi uomini più fidati. Tra cui Quarta e Boschetti. Sull'utenza di quest’ultimo sono state intercettate telefonate che «dimostravano – così annota il gip - un suo significativo interesse per la Tosinvest Spa per la quale si impegnava attivamente in occasione del Piano Sanitario regionale attraverso la formulazione e l'approvazione di emendamenti in favore della casa di cura San Raffaele di Sulmona, gruppo Tosinvest». Ulteriori riscontri vengono ravvisati dai «significativi contatti telefonici durante la seduta regionale di discussione del piano regionale, ricevendo direttamente sul cellulare un sms di (...) dirigente della Tosinvest in ordine al testo di un emendamento da proporre».
Il filone futurista
Pur in assenza di indicazioni certe, seguendo pedissequamente i suggerimenti dell'imprenditore pentito, la Gdf in queste ore sta spendendo tutte le sue energie per arrivare a Roma, nel cuore di Forza Italia. Un esercizio d’acrobazia investigativa scaturito proprio da un verbale di Vincenzo Angelini che accenna a Conga (uno dei Grandi Elemosinieri dell'inchiesta) come a un factotum del deputato azzurro Aracu. «Conga se lo teneva buono qualcun altro...», ammicca il re delle cliniche a verbale. E il Pm: «Cioè?». Angelini: «Be’, immagino il rapporto con Aracu, perché Conga viene come estroflessione di Aracu, pubblicamente, prima di Dell'Elce. O quando Dell'Elce subisce l'insulto, passa nei bagagli dell'altro». Angelini cita Aracu, definendolo «il capo di Forza Italia in Abruzzo per delega fondamentalmente della corrente Cicchitto, tanto per essere chiari. È stato il suo grande protettore anche quando voi gli avete scoperchiato qualche pentolina che non riguardava me». L'imbeccata è servita a mettere in movimento gli inquirenti che per chiudere il cerchio puntano su quel che potrebbe sapere Masciarelli, il mago delle cartolarizzazioni, in rapporti con molti e importanti politici.