E in Nigeria rapiscono un altro connazionale

Uomini armati hanno rapito un italiano, un turco e un pachistano impiegati nel settore petrolifero, a Port Harcourt, nella Nigeria meridionale. La guardia del corpo che li accompagnava è stata uccisa. Dopo le prime informazioni confuse, nella notte la Farnesina ha confermato la notizia. I tre lavorano per la Saipem (gruppo Eni). Secondo la prima ricostruzione, sono stati bloccati con la loro automobile mentre si stavano avvicinando ai cancelli del compound della società, nella periferia di Port Harcourt. I rapitori, a bordo di due auto, erano armati. Ne è seguito un conflitto a fuoco, in cui è morto un militare e un bandito è rimasto ferito. Non è stata avanzata alcuna rivendicazione e quindi l’azienda al momento preferisce non formulare alcun tipo di ipotesi sulla natura e sui possibili sviluppi della vicenda. Sono molto frequenti nella zona i sequestri di stranieri (otto solo nell’ultimo mese): secondo le autorità sono incoraggiati dal rapido pagamento del riscatto o dal paese degli ostaggi o dalle compagnie petrolifere.