E una nonnina va in cella per 70 centesimi

Golosissima. Quindi la possibile reiterazione del reato ci sta tutta. La cioccolata, specie a portata di bocca, con lei dura poco. Ecco che il problema dell’inquinamento delle prove diventa concreto. Pericolo di fuga? Beh, sì, a 76 anni non sarà più una velocista, ma vatti a fidare di una nonnina che sembra voler pagare la spesa e poi allunga le mani per arraffare di nascosto tre barrette simil-kinder di nascosto dalla cassiera. Quindi chissà cosa è capace di fare per sfuggire alla giustizia. Gli indizi? Macché, ci sono anche le prove. Più che una pistola fumante sarà una cioccolata fondente, ma va bene lo stesso. La rea è stata colta in flagrante. Come si fa a non sbatterla dentro? La legge è legge.
E così due notti in gattabuia non gliele ha tolte nessuno. In carcere a Pontedecimo, a riflettere su quello che aveva fatto. La nonnina terribile, milanese di Bollate in vacanza, aveva fatto la spesa al supermercato Eurospin di San Bartolomeo al Mare e con il marito aveva pagato tutto alla cassa. Ma tant’è, mentre lui infilava gli acquisti nelle buste di plastica, lei allungava la mano sullo scaffale per arrotondare il dessert. Nello scontrino appena battuto sperava non venissero aggiunte quelle tre barrette di cioccolata. Ben settanta centesimi di valore. E siccome la cassiera se n’era accorta, la nonnina in formato mrs. Hyde aveva persino difeso con le unghie la sua preda. Che non si tratti neppure di un modo di dire lo dimostrano i graffi sulle mani della dipendente. Insomma, i carabinieri chiamati d’urgenza, non avevano potuto far altro che mettere dentro la pericolosa criminale, (...)
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