E la nuova generazione lancia la sfida in America

Nasce da un nobile irlandese, «creata» dai Parisotto di Asolo

Passione, abbiamo detto: e cos'altro può essere se Luigi, Francesco e Antonio Parisotto - di anni 76, 79 e 68 - ancora oggi entrano regolarmente nella loro bottega di buon mattino e spesso sono gli ultimi a uscirne, benché l'azienda sia saldamente in mano alla nuova generazione?
Sandro, Cristina, Davide, Pietro e Andrea, i nuovi «Scarpa» (loro forse non lo sanno, ma nell'ambiente della montagna dell'outdoor e dell'avventura anche i Parisotto junior vengono affettuosamente chiamati così) si trovano a proseguire una battaglia che oggi si combatte su più fronti: strategia, ricerca, design, qualità, servizio, finanza. E innovazione. I giovani Scarpa sono i primi a intuire la potenzialità della plastica e in quella che è la vecchia fabbrica del Lord pensano, studiano e progettano non scarpe in pelle, ma scarponi in plastica. Ed è qui che nasce il primo scarpone italiano di telemark; ed è da qui che inizia lo sviluppo europeo dello sci alpinismo. Ed è di ieri la notizia che l'ISPO, la più importante fiera europea del settore, attribuisce l'European Ski Award a Tornado, di Scarpa, come «Migliore innovazione nel settore sci per il 2006».
La nuova generazione dei Parisotto si trova di fronte a una situazione ancor più complessa di quella vissuta dai loro «veci»: globalizzazione, concorrenza internazionale, multinazionali che incorporano qualunque prodotto legato all'outdoor. Prende forma la nuova avventura Scarpa: essere presenti con proprie sedi proprio nei mercati importanti e ad alta vocazione tecnologica; ecco allora Scarpa North America. Ed ecco un altro Parisotto, Andrea, a dirigerne la sede di Boulder, Colorado :«...accanto a un ulteriore potenziamento delle vendite, che oggi rappresentano il 12%, e che contiamo di portare al 30% in tre anni, stimando 12 milioni di dollari di fatturato, miriamo a consolidare il nostro posizionamento nella fascia alta e a confermare la nostra leadership». Se c'è un modo per dimostrare ottima salute sono proprio queste parole, cui si aggiunge qualche dato: due centri produttivi, ad Asolo; 130 dipendenti, 250 persone di indotto; oltre 30 milioni di euro il bilancio 2005, filiale dirette negli Usa.
Buon compleanno, signori Scarpa