E oggi il «motore» rischia il fuorigiri a New York

Microsoft ritira l’offerta su Yahoo: troppi 53 miliardi di dollari per il colosso del software guidato da Steve Ballmer che in questo modo rinuncia però, almeno per il momento, a combattere ad armi pari con Google nella pubblicità online. Un mercato potenziale da 40 miliardi di dollari (destinati a raddoppiare nel 2010), nel quale Microsoft fatica a imporsi ma che, quando i margini di Windows inevitabilmente si assottiglieranno, promette di diventare cruciale. Tra i grattacieli di Manhattan, molti si chiedono, quindi, se Ballmer abbia realmente deciso di riporre le ambizioni su Yahoo o se piuttosto sia una mossa tattica. Magari sull’esempio di Oracle che, vistasi respingere da Bea Systems lo scorso ottobre, ha lasciato che la preda prescelta fosse punita dagli investitori per poi ritornare all’attacco e coronare i propri progetti di espansione.
Ecco perché il verdetto che la Borsa americana inizierà a scrivere da oggi appare cruciale. Se il fatto di non aver risolto il nodo della pubblicità online potrebbe pesare sulle quotazioni di Microsoft (271 miliardi di dollari la capitalizzazione a fronte di 58 miliardi di fatturato), per Yahoo esiste sia il problema di arginare la compressione di margini e ricavi sia il rischio immediato di vedere il titolo cadere a picco. Secondo gli analisti Yahoo potrebbe, infatti, lasciare da subito sul terreno fino al 30% attestandosi a quota 20 dollari, rispetto ai 28,6 dollari di venerdì quando l’intesa sembrava prossima. Una débâcle, davanti alla quale alcune case di investimento temono una guerra legale degli azionisti contro i vertici di Yahoo. Ritenuti troppo «avidi» malgrado, complice la debolezza del mercato, i 33 dollari del rilancio di Microsoft potessero rappresentare un prezzo «corretto». Un incubo che nel quartier generale di Yahoo stanno cercando di allontanare, apprestandosi a firmare un accordo con i rivali di Google sempre sulla pubblicità online. Questo, però, non è detto risolva le difficoltà del gruppo di Jerry Yang (38 miliardi di capitalizzazione e 7 miliardi di giro d’affari). A meno che, visto che Microsoft ha rinunciato a un’azione ostile per evitare di perdere dipendenti chiave del gruppo di Sunnyvale, il riassetto non diventi più ampio. I primi a essere coinvolti, potrebbero essere Time Warner e la sua divisione web Aol, verso la quale potrebbero indirizzarsi sia Yahoo sia Microsoft che in alternativa potrebbe guardare a MySpace.