E ora basta con tiro all’allenatore

Ancora una volta sul filo di lana. Ma se qualcuno aveva dei dubbi sul fatto che la vittoria con il Chievo fosse comunque meritata, difficile far obiezioni sul successo con il Catania. Non le fa neppure Zenga, anche se ha cercato nel dopo gara di giustificare la prova dei suoi.
Per carità, è vero, nel primo tempo nel primo tempo l’Uomo Ragno è riuscito a imbrigliare la gara ma poi i suoi non hanno visto più una palla. Insomma, pure i laziali più scettici - visto che a criticare la nostra squadra siamo sempre bravi - dovrebbero farsene una ragione. Nonostante le aspettative, insomma la Lazio tiene. E lo fa in una posizione di classifica di tutto rispetto. L’appello, dunque, è quello di farla finita con il tiro all’allenatore (che sulle radio romane e su internet ancora sport frequente) e forse pure al presidente (perché avrà avuto fortuna, ma la classifica parla chiaro). E godersi una squadra che dopo anni tornata finalmente a giocare e metterci carattere, tanto che abbiamo ricominciato pure a segnare in zona Cesarini (benedetto Foggia...).
Se poi diamo uno sguardo dall’altra parte del Tevere, di ragioni per spassarsela ce n’è più d’una. Ma non dobbiamo approfittarne perché, come già detto, è meglio rimirare la classifica e lasciar stare i cugini. Loro hanno altri problemi, moltissimi direi. Come le squadre che stanno davanti in classifica.