E ora è battaglia sulle strisce blu

Non bastassero gli innumerevoli tormentoni italici, adesso se n’è inventato uno nuovo: le strisce blu per la sosta a pagamento. Il Tar del Lazio - riassumo in estrema sintesi - ha dichiarato illegittime le strisce nel quartiere Ostiense di Roma. Al che il sindaco Alemanno ha deciso di sospendere nell’intera città la «tariffazione» dei parcheggi e inoltre di non presentare ricorso al Consiglio di Stato: perché quando lui, Alemanno, era all’opposizione aveva espresso parere negativo sul sistema di parcheggi in vigore. Sono annunciate iniziative a valanga per estendere al territorio nazionale la decisione del Tar, gli automobilisti multati chiedono la restituzione delle somme versate, tanti sindaci e assessori importanti - a cominciare da quelli di Milano, di Napoli, di Firenze - si affannano a spiegare che da loro non cambia nulla. Interventi autorevoli - l’ultimo su Il sole-24 ore di sabato scorso - affermano l’indispensabilità delle strisce blu.
So di espormi, interloquendo, all’impopolarità. Ma voglio dire la mia opinione sul Tar, su Alemanno, sulle strisce. Considero i Tar una calamità. Pongono qualche volta rimedio ad errori ed omissioni. Ma in generale, pronunciandosi su problemi disparatissimi - dall’energia atomica alla bocciatura d’un ragazzo in prima liceo, dalla nomina del primo presidente della Cassazione a un problema di ringhiera - alimentano a dismisura l’italica litigiosità. Nel bel Paese imperversano l’orgia del cavillo e il sabba degli Azzeccagarbugli. Nulla è mai certo. Lo Stato - per voce di chi gestisce la legge - sentenzia con riserva. Oggi è così, domani chissà. Di solito viene premiato chi non paga, sono penalizzati i puntuali e gli onesti.
Capisco che Alemanno, avendo tuonato quando era all’opposizione contro le strisce blu - non, ammettiamolo, un dramma paragonabile all’immondizia in Campania - voglia cancellarle o risistemarle. Ma a mio avviso sarebbe stato meglio che, come rappresentante dell’istituzione chiamata Comune, difendesse la legittimità delle deliberazioni precedenti (di legittimità trattandosi e non di opportunità): salvo provvedere poi a una riforma. Non bisognava incoraggiare - questo è il mio punto di vista, discutibilissimo intendiamoci - l’offensiva vociante del aridatece li sordi. Non casca il mondo per una multa.
Rilevo da ultimo che abitanti del quartiere Ostiense dicono adesso che loro le strisce blu le volevano, anzi le prediligevano, che la protesta è partita da chissà chi e per chissà quali motivi. Ma i Soloni del diritto ricordano che le strisce blu sono riservate a zone «di particolare rilevanza urbanistica». Lo è l’Ostiense? Questo può dirlo solo l’onnisciente Tar.
Mario Cervi