E ora è il Brasile a preoccuparsi per l'economia dell'Ue

Fino a dieci anni fa era l'Europa a temere l'instabilità e la precarietà politico-economica del Brasile: ora i ruoli si stanno invertendo. A segnalare questo epocale capovolgimento di fronti è stato Alfredo Valladao, presidente del consiglio consultivo di EuBrasil, associazione che promuove le relazioni fra Bruxelles e Brasilia. Da un lato, ha spiegato Valladao alla Bbc in lingua portoghese, il nuovo governo che uscirà dalle urne potrà approfittare dell'aumento dell'interesse europeo nelle relazioni con il Brasile: «Ora il Brasile è di moda in Europa - spiega - prima tutti guardavano a Cina e India, ora parlano tutti del Brasile».
Il colosso sudamericano, grazie anche a regolamentazioni meno restrittive, riceve più investimenti diretti dall'Europa di India e Cina messe insieme. Ma se l'interesse aumenta, il Vecchio continente dà anche preoccupanti segnali di declino, che favoriscono il populismo e il protezionismo, fumo negli occhi per il Brasile. «L'Europa oggi è in crisi», dice Valladao, «è molto più difficile per i governi affrontare le lobbies, che sono piccole ma hanno grande forza politica». In Francia, ad esempio, «sarà molto difficile per il governo fare qualsiasi concessione agricola» in vista dei negoziati commerciali internazionali.
In quest'ambito il banco di prova per il nuovo governo brasiliano sarà soprattutto il negoziato fra Ue e Mercosul (il mercato comune sudamericano di cui fanno parte Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay) in stallo dal 2004: i sudamericani sperano in una riduzione delle tariffe europee sull'agricoltura e gli europei di trovare nuovi sbocchi per le loro imprese - auto e servizi in testa. Recenti tentativi di ripresa delle trattative sono stati bloccati per l'opposizione di un gruppo di paesi Ue guidati dalla Francia, che teme un'invasione di prodotti agricoli sudamericani.