E ora Bruxelles apre l’inchiesta sul calzaturiero

da Milano

La Commissione europea ha confermato l’inchiesta sull'importazione di un tipo di calzature dalla Cina. Il comitato, ha detto la portavoce del commissario al Commercio Peter Mandelson, si è riunito mercoledì ed ha espresso «un sostegno» all'iniziativa in via di elaborazione presso l'esecutivo Ue. Mandelson, com’è noto, il 15 giugno aveva raccomandato ai suoi colleghi l'approvazione di un'indagine per avviare misure anti-dumping su un tipo di calzature, quelle da lavoro, provenienti soprattutto dalla Cina ma anche dal Vietnam. Nei primi quattro mesi dell'anno, come ha reso noto la stessa Commissione una settimana fa, l'import da Pechino per sei categorie di scarpe è schizzato del 700% rispetto allo stesso periodo del 2004, mentre parallelamente i prezzi sono caduti del 28%. L'avvio da parte di Bruxelles di una indagine per l'attivazione di dazi antidumping nel settore calzaturiero è indubbiamente un successo italiano. Il nostro governo, infatti, da tempo fa pressing su Peter Mandelson. «Siamo pienamente soddisfatti - ha dichiarato il viceministro alle Attività produttive Adolfo Urso - dell'indagine sulle procedure per i dazi antidumping nel settore delle calzature in pelle, decisione tanto più significativa perché assunta all'unanimità. Siamo convinti - ha aggiunto - che l’indagine si concluderà in fretta e con una soluzione positiva tale da consentire la tutela efficace delle imprese e dei lavoratori europei da una concorrenza sleale ampiamente documentata che ha fatto entrare in crisi una parte importante e significativa dell'industria manifatturiera europea. Credo che sia un altro successo significativo dell'Italia - ha concluso Urso - dopo quello già registrato sul tessile. Possiamo dire che oggi l'Europa parla italiano». Poi la portavoce di Mandelson ha puntualizzato: «Siamo in una fase di procedura, la prossima tappa è l'approvazione a livello di commissione», ha detto Claude Veron-Reville. I tempi però sono ancora lunghi: una volta approvata dal collegio - si spera che questo avvenga entro la fine di giugno - l'inchiesta potrà concludersi solo nove mesi dopo. In base all'esito dell'indagine la Commissione potrà allora valutare l'ipotesi di far scattare misure anti-dumping.